L’isola del tesoro

 

Continua la serie di recensioni ritrovate nel cassetto dei ricordi. Qualche giorno fa vi ho deliziati con I viaggi di Gulliver. Ora tocca al noto libro di Stevenson…

 

2011: E’ la storia dell’Hispaniola che salpa alla ricerca del tesoro del pirata Flin fra avventure rocambolesche, alleanze, ammutinamenti, scontri, fortini e navi alla deriva.

Devo ammettere che è stato un po’ difficile stare dietro al raccontosoprattutto per i molti nomi presenti. Inoltre, forse condizionata da altri libri o film pirateschi, mi sarei aspettata un’avventura maggiore.

Ho apprezzato molto l’attenzione educativa dell’autore nei confronti dei ragazzi: spesso cita le famose bestemmie dei filibustieri senza però riferire mai di quali brutte parole si tratti.

2019: Resta invariato il fascino che i pirati esercitano su di me, così come il mio amore, ampiamente proclamato e rinomato, per le isole.

Confermo il commento già fatto per i Viaggi di Gulliver: ma quanto ero bigotta?!

L’isola del tesoro, R.L. Stevenson, 1883

(foto dal web)

I viaggi di Gulliver

Mettendo  ordine fra le mie cose, oltre ad oggetti dimenticati appartenenti ad una vita fa, può capitare di ritrovare diari di viaggio (i racconti più vecchi sono dei viaggi del 2008) e appunti/recensioni di libri letti. Vi propongo la mia personale idea su questo libro, datata 2010.

i-viaggi-di-gulliver

2010:La trama è nota ai più: Gulliver compie una serie di viaggi che lo porteranno in situazioni fuori dal comune in cui si ritroverà, ad esempio, ad essere un gigante o un nano a seconda del popolo con cui si rapporterà…

E ‘ un testo ricco di fantasia e descrizioni a volte fin troppo cariche di particolari: mi ha fatto sorridere infatti l’affermazione ripetuta dell’autore di non voler  dilungarsi troppo, e al contrario poi però si dilunga.

Non ho gradito il soffermarsi, seppure in modo scherzoso ed ironico, su urine e feci e, seppure si tratti di un libro per ragazz,i a mio avviso loro sarebbero attratti solo dal capovolgimento delle dimensioni naturali e da tutte le situazioni simpatiche che ne derivano.

Troppi i riferimenti sessuali e politici.

2019: Ero decisamente troppo pudica ed un po’ bigotta!

I viaggi di Gulliver, J. Swift, 1726

(foto dal web)