Un weekend in Toscana fra Prato e Siena

Il matrimonio di due carissimi amici diventa l’occasione per una gita fuori porta in Toscana.

Prato.

Alla stazione Iolanda aspetta me e Marta sfoggiando il suo sorriso più bello. È un sabato di settembre caldo, soleggiato, di quelli in cui non vorresti arrenderti alla fine dell’estate. Pare che da ieri invece sia autunno. Pare.

È bello rivedersi e chiacchierare e stupirsi di come la vita ci porti in posti e ci ponga in condizioni che mai avremmo immaginato. Scopro con piacere che la città è deliziosa, con tanti scorci pittoreschi, come piacciono a me. Scopro anche, con simpatia, che Prato ha una sua China Town (forse più grande di quella di NEW York).

Una mansarda carinissima in cui passare la notte e fare scorte da leggere in una piccola libreria.

Per concludere una bella grigliata con prodotti rigorosamente “consigliati” dall’esselunga.

Pontignano (Siena)

La collina Toscana e le vigne scorrono ai lati della strada. L’uva è quasi matura. La Certosa ha dei chiostri bellissimi e finestre che si aprono su paesaggi inaspettati.

Durante tutta la cerimonia ho le lacrime agli occhi e un nodo alla gola, poi il ricevimento semplice e conviviale. La parte musicale e dance è in macchina sulla via del ritorno, col cielo che pian piano si scolora e intanto sorge il rotondo quasi perfetto della luna piena.

(Foto mie)

Il mio week end fiorentino

L’anno è cominciato con una serie di ritorni…

Tornare. Dopo 10 anni tornare a Firenze. Tornare agli Uffizi. E chi mai avrebbe pensato che mio cugino potesse aspettarmi in stazione? Ormai ci diamo gli appuntamenti più improbabili in giro per l’Italia e l’Europa solo per condividere del tempo e ridere delle nostre assurde proposte musicali. Una tipa un po’ antipatica mi risponde male e vorrei dirle “ un gli è punto sgiornata bona oggi?” Poi non lo faccio.

Profumo di cuoio ovunque, tante borse( ne ho comprata solo una: sono guarita o sto male?),scarpe stupende, arte e vintage che trasudano.

Non mancano la Fiorentina, il lampredotto, il chianti, i tortelli e l’amato mercato centrale (anche qui).

Passeggiare in città senza meta (la terza volta puoi permettertelo) e incontrare nell’ordine: Sandokan, Gino Paoli, Tiziano Terzani, nostro cugino VITO, la pioggia…e un po’ di nostalgia…

  • Per dormire vi consiglio Hotel Palazzo Benci, 3 stelle un po’ retró ma con colazione abbondante, pulito e soprattutto centralissimo (difronte alle Cappelle Medicee). Ottimo rapporto qualità prezzo
  • Fantastica Fiorentina a partire da 400g al ristorante Lorenzo il Magnifico (fra San Lorenzo e la stazione di Santa Maria Novella);
  • Per una pizza dai gusti insoliti noi abbiamo provato il Giardino di Barbano (pizza Fiorentina con salame e peperoni o gorgonzola e ananas…provare per credere);
  • Accontenta tutti i gusti il Mercato Centrale (dal lampredotto al cinese, dai tortelli agli arancini…)

Le foto sono tutte mie!

“La porti un bacione a Firenze”

Forse  le 2 volte che sono stata a Firenze  (si, spesso in alcune città ci sono stata 2 volte) questa canzone non la conoscevo poiché ne sono venuta a conoscenza durante un musical sulla Divina Commedia e mi ha fatto sorridere come sia stato il primo titolo che mi sia venuto in mente per questo post.

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Santa Maria del Fiore

Mi sono lasciata ispirare da mia sorella che ha passato qualche giorno nella cittadina toscana qualche settimana fa (come avevo già scritto in un post precedente proprio sulla Toscana) e mi sono detta: qualcosa da dire su Firenze non ce l’hai? Certo che si! (sono un chiacchierona e qualcosa da dire su qualcosa la trovo sempre).

Per dare veridicità alle mie chiacchiere sono andata a ripescare la guida della città. Costo 7000 lire. 7000 lire? Ma quando l’ho comprata? Quanto sono vecchia? Sicuramente è un reperto dei miei 16 anni perché quando sono tornata in città era il 2008 e la moneta corrente era già l’euro.

La mia prima visita è stata fugace, un giorno per ammirare il Duomo, Santa Croce, Santa Maria Novella, la casa di Dante, piazza della Signoria e Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio…

La seconda volta invece mi sono superata: 5 giorni! Io e Giuseppe ci siamo andati in macchina e per me è stato bellissimo soprattutto perché ho avuto modo di apprezzare la fiorente industria della pelletteria e dare sfogo alla  mia innata passione per le borse: ne ho comprate 5 (ma 2 erano per mamma e per mia sorella).

Ricordo un hotel carinissimo, col letto a baldacchino e  che abbiamo girato davvero tanto.  Sono tornata nei luoghi già visti e in più ho ammirato la città dall’alto della Cupola di Santa Maria del Fiore e del Campanile di Giotto. Sono stata a San Lorenzo (ed al suo mercato), a Orsammichele, alla Galleria dell’Accademia ad ammirare il David, a Palazzo Pitti (la mia prima immagine del profilo di Facebook mi ritraeva seduta proprio lì davanti). Sono stata al convento di San Marco a vedere l’opera di Beato Angelico, alla chiesa del Carmine ad ammirare Masaccio, alle cappelle medicee e soprattutto finalmente agli Uffizi. Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Paolo Uccello, Masaccio, Botticelli, Raffaello, Michelangelo…un condensato di arte medievale e moderna…e il povero Giuseppe che non ne poteva più. Allora in città viveva un mio amico di Toritto e ci aveva fatto compagnia per qualche ora.

E comunque la guida vintage ha il suo perché, merita ancora…

(Le foto le ha scattate mia sorella nei giorni scorsi. Di vintage solo la guida)

Arezzo: monumenti, cibo e scarpe

Parlare della Toscana in un post di qualche giorno fa ha scatenato in me la vena nostalgica ed ha fatto riemergere i ricordi di una giornata particolarissima trascorsa ad Arezzo.

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Piazza Grande

Novembre 2014, un sabato mattina. Ero a Roma da pochi mesi ed i miei amici, i primi amici romani, quelli che mi hanno subito accolta e fatta sentire a casa ed in famiglia, mi invitano ad andare ad Arezzo per una gita fuoriporta. Essenzialmente per andare a comprare le scarpe. Si le scarpe, ad Arezzo.

All’inizio la cosa mi risultava strana, poi sono finita nel tempio della pelletteria ed ho capito. La compagnia variegata di acquirenti partita da Roma con più macchine (noi ragazzi, un paio di mamme, una zia e qualche papà)si è scatenata nella fabbrica Bruni con annesso punto vendita. Il sogno di ogni amante delle scarpe: calzature ovunque, di ogni forma e colore, a prezzi di fabbrica e realizzabili anche su misura. Troppo stordita da tutto ciò per comprare, ne ho provate alcune, ma non ero preparata e quindi sono l’unica ad essere uscita senza acquisti con la consapevolezza che la prossima volta sarò pronta!

La gita continua in giro per la città ammirandone le meraviglie storiche, architettoniche ed artistiche.

Scopro (o riscopro) che è una città di origine etrusca (per il mio amore per gli etruschi vi consiglio il post  su Villa Giulia) e che da qui proviene la famosa Chimera conservata a Firenze. Diventata poi presidio romano e quindi città di confine fra i territori Goti e Longobardi (io li adoro!). Nel XIII secolo la città divenne molto importante dal punto di vista politico e culturale con artisti del calibro di Margaritone D’Arezzo (ok, forse lui lo conoscono solo gli addetti ai lavori), Cimabue, Pietro Lorenzetti. Al XVI secolo risalgono poi le due logge medicee opera della mano di Vasari.

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la Chimera

Durante la passeggiata visitiamo il Duomo, la Chiesa di San Domenico in cui è esposto il crocifisso ligneo di Cimabue, la Basilica di San Francesco con l’affresco della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca. E soprattutto l’affascinante Piazza Grande su cui si affacciano le Logge Medicee.

Il pranzo è tipicamente toscano in una piccola osteria. E il vino anche.

(Le fotografie sono mie, tranne quella della Chimera)

La Toscana vista da me

In questo periodo la Toscana viene fuori nella mia vita ogni due per tre: mia sorella in questi giorni è a Firenze, una mia amica che ha il batticuore per un toscano, un amico a Siena,la coppia toscana conosciuta in vacanza…

Insomma, è proprio il caso che parli della mia esperienza in questa regione.

Ci sono stata diverse volte, un paio di volte solo a Firenze, ma questa città, con Arezzo, avrà un post a parte (si, faccio le preferenze, così, senza una motivazione precisa).

La prima volta in Toscana è stata troppi anni fa ed ho avuto modo di fare un bel giro, in gita con le mie compagne di liceo (non lo diciamo quanti anni sono passati).

In quella occasione, oltre a Firenze ho visto Pisa, Lucca, Siena e Montecatini.

Di Pisa, prima di studiare storia dell’arte e prima che il tempo desse ragione alla mia passione, ho amato immensamente Piazza dei Miracoli. Sicuramente devo aver scattato anch’io la foto di rito mentre reggo o spingo la Torre ma non lo ricordo (o fingo di non ricordarlo). Ciò che invece ricordo distintamente è lo stupore per quella immensità, per il candore di quei marmi e quanto essi risaltassero col verde del prato. Ricordo di essere rimasta incantata dal miracolo di equilibrio della Torre e di aver comprato i brigidini, che però non mi erano piaciuti molto. Vorrei riassaggiarli, magari scopro che ora mi piacciono, così come è stato per la cannella a Lisbona. Dopo qualche anno ci sono tornata e, a parte aver comprato una borsa fighissima di Manifatture di Signa (non l’ho ancora mai detto ma sono una collezionista seriale di borse), ho avuto una guida d’eccezione che viveva lì da tempo e che mi ha portato alla Normale e a scoprire tanti piccoli angoli caratteristici.

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Duomo di Pisa

A Lucca ho passeggiato in centro e mi sono inconsciamente soffermata nella cattedrale  romanica di San Martino e ad ammirare la Chiesa di San Michele. Quante volte poi da studentessa avrei rivisto quelle immagini sui libri per poi conoscerne ogni pietra, ogni pianta ed ogni prospetto.

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Siena mi ha accolto nell’intrico delle stradine del suo centro storico che nel 1995 è stato dichiarato patrimonio dell’Umanità  dall’Unesco. È assurdo ma ricordo esattamente la posizione e la merce di alcuni negozietti. Ovviamente la meraviglia di Piazza del Campo e del Palazzo Pubblico con gli affreschi di Lorenzetti (e chi lo conosceva allora!?).Per  anni ho guardato il palio cercando di associare le immagini che vedevo, le trasformazioni che la piazza subisce, agli spazi in cui ero stata.

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Piazza del Campo- Siena-

Ultima tappa Montecatini, famosa per le sue strutture termali (io la conoscevo anche per il concorso di Miss Italia, e non certo per averci partecipato). Una città ricchissima di alberghi e strutture ricettive ma anche di tante evidenze storico-artistiche.

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Torre dell’orologio -Montecatini-

Il mio viaggio nella memoria in Toscana finisce qui. Il prossimo viaggio in questa regione deve essere nel presente…

(Foto dal web, riproporre i miei cimeli sarebbe stato scandaloso)