101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 13 Spaventarsi davanti al portone di casa Zuccari in via Gregoriana

Un soleggiato pomeriggio di quelli in cui ti aggiri per la città da sola. A volte mi capita, e li apprezzo molto.

13zuccari

Superata la scalinata di Piazza di Spagna e giunti su, a Trinità dei Monti, dopo aver ammirato la facciata della chiesa e il suo pallore fresco di restauro, prendete a destra, in via Gregoriana.

Al civico 30 D’annunzio aveva domiciliato andrea Sperelli, protagonista de “Il Piacere”. Oggi lo stesso civico ospita la biblioteca Hertziana. Il portone è incorniciato da un mascherone demoniaco cinquecentesco.

L’idea del suo proprietario era quella di creare una sorta di convitto per artisti ma in realtà l’edificio fu abitato da famiglie benestanti.

Non preoccupatevi comunque: ci si va per spaventarsi ma si resta solo ammirati!

(foto mia)

Vimercate e il Must

Must sta per museo del territorio e se non fosse stato per il master frequentato qualche anno fa, credo che mai avrei visitato questa cittadina (provincia di Monza e Brianza) ed il suo museo.

10170863_10203215582781577_3794940486652583999_n

Nella pianura Padana e vicinissima a Monza, Milano, Lecco e Bergamo.

La città è di origine romana ed ha avuto un grande sviluppo in età medievale: entrambi i periodi sono documentati da resti archeologici, chiese, castelli (il castello antico è scomparso).

Importantissima la fase longobarda. Monumenti e luoghi d’interesse sono la collegiata di Santo Stefano, il convento di San Francesco, il Santuario della Vergine del Rosario, il ponte di San Rocco, la Villa Sottocasa, esempio di villa di delizia neoclassica, che ospita il Must.

Il museo è composto da 14 sale che espongon o reperti archeologici, opere d’arte, modelli in scala.

Se capitate da quelle parti vi consiglio vivamente di farci un salto.

vimercate-1

(foto mie e dal web)

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 11 Convertirsi a Santa Maria del Popolo

…ma anche andare in “pellegrinaggio” a S. Luigi dei Francesi, Sant’Agostino, Galleria Borghese, Musei Vaticani, Galleria Doria Pamphjli: nei luoghi che custodiscono opere di Caravaggio a Roma.

san pietro

 

Sarò banale ma Caravaggio è uno dei miei artisti preferiti (credo lo inserirò nella famosa lista delle cose che amo, non so ancora se prima o dopo dei campi di grano). Forse da una storica dell’arte ci si aspetterebbe un apreferenza più ricercata, più di nicchia. Ammetto che ci sono artisti meno noti che mi piacciono ma allo stesso tempo non posso esimermi dall’adorare Michelangelo Merisi, che giunse a Roma da Caravaggio (Lombardia) e ne sconvolse il panorama artistico.

Preso a benvolere dal Cardinal Del Monte, l’artista non era molto amato in città per il suo carattere fumantino e per la schiettezza della personalità che emergeva anche nelle sue opere.

Basti pensare alla Morte della Vergine (oggi al Louvre) in cui Maria ha le sembianze di una prostituta annegata nel Tevere, o alla Madonna dei pellegrini in Sant’Agostino ove il volto della Vergine è senz’altro quello di una prostituta molto nota nei rioni romani. E che dire dei piedi sporchi degli stessi pellegrini o degli aguzzini nella crocifissione di san Pietro( proprio a Santa Maria del Popolo)? E l’angelo che guidava la mano di San Matteo mentre scriveva il Vangelo? Pensate che la prima versione venne rifiutata perchè ritenuta “sacrilega”. Finì nella collezione Giustiniani, poi a Berlino, e qui fu distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. E il sedere del cavallo in primo piano a Santa Maria del Popolo?

Tutti elementi troppo innovatori e rivoluzionari, ma che squarciarono le “abitudini” della pittura italiana, proprio come la luce, protagonista delle opere del maestro, squarcia i fondi scuri e fa emergere quelle figure tanto realistiche e tanto innovative.

(foto dal web)

 

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 10 assistere al connubio fra arte antica e contemporanea all’Ara Pacis

All’ Ara Pacis ci sono stata un sacco di volte. una delle ultime forse fra le più belle. “L’ara com’era”, una mostra che utilizza la tecnologia della realtà aumentata.

Innalzata nel 13 a. C. per celebrare la pace con la Spagna e la Gallia, ad opera di Augusto, i suoi bassorilievi rappresentano scene allegoriche ed una processione a cui partecipa lo stesso Augusto.

Un obelisco era lo gnomone di un ameridiana e nel giorno del “compleanno” dell’imperatore proiettava la sua ombra esattamente verso il centro dell’Ara Pacis.

Già 100 anni dopo la sua costruzione, essendo sorta in un territorio alluvionale, cominciò ad essere sommersa, finchè scomparve completamente. Nel medioevo fu utilizzata come cava di marmo e nel 1500 al disopra vi fu costruito un palazzo.

Dopo la sua scoperta venne spostata dal Campo Marzio nell’attuale zona, sul Lungotevere e, prima dell’odierna teca di Meier, che dialoga con l’ambiente circostante, era protetta da una struttura creata con i vetri delle vetreria Sciarra, poi sostituita.

L’attuale sistemazioneha suscitato non poche polemiche. A me sinceramnete piace. Voi che ne pensate?

(foto mia)

Bitonto: capitale della cultura?

Sono molto legata a questo paese dell’entroterra barese per le belle esperienze di formazione, lavorative e di amicizia che mi ha permesso di vivere.

cattedrale-bitonto

Nota per essere tra i maggiori produttori di olio d’oliva (l’ulivo è anche nello stemma della città) era attraversata, in epoca romana, dalla via traiana. Il suo nucleo originale risale all’epoca di dominazione normanna con le mura lungo il fossato naturale scavato dal torrente Tifre. Con la fine della feudalità (XVI secolo)nacquero importanti palazzi signorili e conventi di diversi ordini religiosi.

In Piazza Cavour svetta il Torrione (o Maschio Angioino)e a questa piazza sono legati tanti miei ricordi per aver svolto un tirocinio nella sede dello Iat posta proprio lì.

Di rilievo il palazzo Sylos Calò e la Galleria Nazionale della Puglia, dove ho avuto la possibilità di svolgere e progettare alcuni laboratori di didattica museale legati al master che avevo frequentato alla Cattolica di Milano.

Fra le mie preferite anche la chiesa del Purgatorio e ovviamente la cattedrale romanica a pianta basilicale dedicata a San Valentino, con una decorazione scultorea senza eguali. Nel suo ipogeo è stato ritrovato un mosaico rappresentante un Grifo, rimasto pressocchè intatto poichè con l’ampliamento della chiesa l’ingresso della stessa venne spostato e quindi il mosaico non fu più calpestato.

bitonto_grifone_con_fiore_

La città è famosa per il culto ai SS. Medici e merita una visita anche il Museo Archeologico. Furori dai soliti circuiti turistici (e fuori proprio dalla città, nel territorio fra Bitonto e Giovinazzo) si trovano il casale e la chiesa di Sant’Eustachio a cui sono particolarmente legata perchè argomento della mia tesi triennale ( si, in questo post ho praticamente scritto il mio curriculum studiorum). Avete capito però il mio legame con la città…e soprattutto pare sia candidata ad essere capitale della cultura…Staremo a vedere…

bitonto2bitonto1

(foto dal web)

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita-6 Conoscere la pittura in un’ora nelle stanze di Raffaello-

Musei Vaticani. Ci abito ad un isolato ma ci sono stata solo una volta ed in tempi non sospetti, quando ancora non vivevo a Roma.

cq5dam.web.1280.1280

La prima volta che ci avevo provato la coda era talmente lunga che io e la mia amica Nicoletta ci avevamo rinunciato ed avevamo optato per un po’ di sano shopping romano, approfittando dei saldi estivi.

Alla fine ero riuscita ad andarci da sola, mesi dopo, in una soleggiata giornata di gennaio. Sei ore lì dentro: io e tutti quei capolavori (vabbè anche qualche altro  migliaio di visitatori provenienti da tutto il mondo).

Le stanze di Raffaello sono solo una delle meraviglie che si dispiegano durante il percorso. E vederle per me è stato come ritrovare vecchi amici (anni ed anni di studi di storia dell’arte). La vista della Cappella Sistina poi toglie il fiato.

Ho promesso ad Anna Maria che avrei accompagnato lei ed un gruppetto di suoi amici in una visita guidata, così come io e Nadia ci riproponiamo di andarci, magari approfittando delle aperture serali o gratuite…

Riusciranno i nostri eroi?

musei-vaticani-cappella-sistina

(foto dal web)