Paris (jour 2)

“Parigi si sveglia e si sentono già le campane di Notre Dame”, così avrebbe detto Victor Hugo della nostra prima tappa mattutina. Le campane per un po’ non si sentiranno ma la cattedrale è bella comunque e l’attivismo francese è già all’opera per la ricostruzione. A piedi raggiungiamo la Pyramide du Louvre e attraverso Les Jardins de Tuileries imbocchiamo Les Champs Elysees. Vi hanno aperto una sede distaccata delle Galerie Lafayette.

Al Trocadero mi siedo su una panchina ed ammiro là Tour Eiffel mangiando una baguette.

Poi scopro un nuovo amore: rue du Bac (con la chiesa della medaglietta miracolosa e le bon Marché)

Il tramonto è ancora a Montmartre, in lontananza i gillet jeaune (non potevamo non incontrarli).

Paris (jour 1)

La colazione profuma di pain au chocolat e croissant.

Le temperature sono sotto lo zero e i tetti, lungo il percorso, sono coperti di brina. La mia seconda esperienza di Disneyland è ancora più bella della prima anche se gli elementi per Frozen ci sono tutti: io e mia sorella sembriamo Elsa ed Anna e fa tanto freddo che sembra davvero di essere ad Arendelle. Emozioni indescrivibili.

I mezzi sono stracolmi ma funzionano, riservando solo dei piccoli cambi di programma a fine giornata. E ricarichiamo noi stessi e i nostri strumenti elettronici chiacchierando nella hall con 2 italiani. E c’è tempo anche per una partita a tekken 3.

Nôtre Dame…nôtre cathedrale

Due sere fa, per un paio d’ore sono stata fuori dal mondo. Al mio riemergere dalle viscere della piscina una decina di messaggi di amici che volevano condividere il mio, il nostro dolore: “Nôtre Dame, Parigi, faccine tristi…”.

Ammetto all’inizio di aver temuto per le persone e di aver pensato ad un attentato, che la cattedrale potesse essere stata la location e non la vittima. Poi l’amara realizzazione, le lacrime, la commozione, i ricordi che prepotentemente si fanno largo…

Ricordi di quel primo vero viaggio a Parigi, un viaggio desideratissimo. Io in posa davanti alla cattedrale, la città vista dalle sue altezze, una piccola guida, i gargoyles, l’abside vista dal bateaux mouches sulla Senna…

Un dolore d’impotenza mi attanaglia. Istintivamente mando un messaggio ad un mio amico vigile del fuoco. “Fai qualcosa” gli dico, non importa se in quel momento lui è solo un allievo e se si trova a Roma e non a Parigi. Qualcuno faccia qualcosa…

Con la guglia che cade si sgretola anche la mia idea di eternità, la nostra idea di eternità. Io ho avuto il piacere di vedere la cattedrale in tutto il suo splendore . Ma quanta gente avrà rimandato il suo viaggio dicendo ” è sempre lì, può aspettare…”? E quante altre cose diamo per scontate che siano sempre lì? Quanti viaggi? Quante cose ho rimandato?

È una notte di pensieri che si accavallano…

L’associazione con l’incendio del Teatro Petruzzelli a Bari; la consapevolezza che ricorderò tutto di questa sera come del momento in cui appresi delle Torri Gemelle; gli esami di storia dell’arte medievale ed il capitolo sul gotico.

Al risveglio quel desiderio che da tempo sento (ed esprimo) di voler tornare a Parigi è più forte che mai.

Anche la cattedrale è stata forte: al di lá delle più rosee previsioni è lì, in piedi, bruciacchiata e dolorante ma con le due torri ben visibili.

A scuola ne parliamo. Una bimba di 4 anni mi dice: “Ieri sera quando ho visto mi veniva quasi da piangere. Ma un giorno la sistemano come era prima?” Certo Giorgia, un giorno.

E davvero Nôtre Dame è Nôtre cattedrale!

(Foto mie attuali e vintage e dal web)

Monet: capolavori del Musée Marmottan Monet, Parigi (Roma, complesso del Vittoriano)

Monet non si separò mai dalle opere in mostra, conservate nella sua villa a Giverny. Alla sua morte il figlio le donó al museo Marmottan.

60 opere che vanno dalle caricature ai ritratti dei figli, passando attraverso gli scorci di paesaggi tratti dai suoi innumerevoli viaggi, per giungere infine alle sue amate ninfee ed ai salici piangenti.

Una mostra che coglie appieno i caratteri salienti dell’ Impressionismo a cui un’opera stessa dell’autore aveva dato il nome: Impression soleil levant. (L’impressionismo è uno degli argomenti di arte contemporanea che preferisco è conosco meglio, ma tranquilli, non starò qui a farvi una lezioncina accademica).

Fra le opere che più mi hanno colpita quelle in cui lo stesso soggetto si ripete ma è dipinto con condizioni meteorologiche differenti o in orari della giornata diversi. Bello anche il progetto ” Capolavori perduti” che ha ricreato in modo digitale un’opera andata distrutta nell’incendio del MoMa di New York del 1958.

Peccato per gli spazi piccoli e non molto adatti a contenere l’ampia affluenza di visitatori che riempie le sale in modo eccessivo.

La mostra però è stata prorogata fino a giugno…magari voi sarete più fortunati!

(Foto mie!)

Paris je t’aime

Sono passati 3 mesi dalla nascita di questo blog. 72 fallower, 296 “mi piace” sulla pagina. Michela Andreozzi, l’Auditorium Parco della Musica e il Mart di Rovereto che hanno “apprezzato” i miei post. Le condivisioni del BeB RomesweetHome. Per festeggiare vi racconto del Viaggio, quello che nonostante gli anni e le tante avventure, resta sempre il Viaggio con la V maiuscola.

Immagine 235

Marzo 2009. Poco dopo la mia laurea specialistica: 8 giorni a Parigi. Non potevo che scegliere questa città come regalo. 8 giorni nella mia città dei sogni, quella di cui avevo studiato la storia, l’arte, la cultura, la lingua. Quando siamo arriavti all’aeroporto Charles de Gaulle Giuseppe ha dovuto farmi notare la scritta perchè io ero come in trance, non me ne rendevo conto, per quantoavevo negli anni essere lì.

Hotel a Montmartre e subito passeggiare fra i vicoli con una baguette sotto il braccio e un basco rosa sulla testa, da vera parigina.

L’emozione più grande alla Basilica del Sacre Coeur, quando mi sono messa in posa sui gradini per una foto e mi è tornata in mente la foto dei miei, nella stessa posizione, durante il viaggio di nozze.

E poi il Moulin Rouge e le Chat noir; salire sulla Tour Eiffel; Notre Dame e la Sainte-Chapelle.

Una giornata intera al Louvre con Giuseppe che credo mi abbia odiata perchè non ce la faceva più. Qualche ora in meno, il giorno dopo, al Musée d’ Orsay, ma sempre un’esperienza immersiva.

L’Arc de Triomphe e gli Champs-Elysées (il palazzo di Louis Vuitton è enorme!), le Galerie Lafayette e la mia  amata metropolitan.

Una bellissima giornata a Versailles, con un sole tiepido di primavera che ci aveva fatto togliere le giacche. E al nostro rientro non ci credeva nessuno che avessimo trovato bel tempo.

La Seinne e il giro sul bateaux mouche (che freddo!!!).

Una giornata a Disneyland per tornare bambini, fra le attrazioni e la parata dei personaggi.

E poi al cimitero del Père Lachaise per fare visita a grandi come Delacroix, Bizet, Balzac, Oscar Wilde e soprattutto il mio amato Modigliani (la tomba non era ben segnalata ed abbiamo girato per un po’ prima di trovarla).

Per alcuni anni tutto ciò mi è bastato, ma ultimamente mi è ripresa la voglia, ne ho risentito il richiamo. Vorrei tornarci…

Dopotutto ho lasciato delle cose da vedere (Centre Pompidour, Museo di Picasso…).

Chissà…

(foto mie e di Giuseppe, anzi, sicuramente quelle più belle sono le sue…)