Tzaziki e peperoni ripieni: la Grecia in tavola

Come voi stessi avete scelto nel sondaggio di qualche giorno fa, oggi vi propongo una ricetta che arriva dalla Grecia. Vi spiegherò come fare un’ottima salsa tzaziki e abbinarla a dei freschi peperoni ripieni.

Peperoni ripieni greci

La salsa tzaziki: qualche notizia

Si tratta di una salsa della tradizione greca, utilizzata anche in tutta la zona dei Balcani e nel Medio Oriente. Le sue origini si perdono nei secoli e quasi tutte le ricette prevedono l’uso di yogurt, cetrioli, olio, sale e aglio. Solitamente lo yogurt è di pecora o di capra ed i cetrioli sono in forma di purea o spezzettati (con o senza buccia). A volte è arricchita da altre erbe, ad esempio menta e aneto, altre spezie aromatiche, cipolla, aceto e pepe.

In Grecia è generalmente un antipasto e si serve accompagnando la pyta o il pane, con l‘insalata greca, il gyros, le olive nere ed il suvlaki.

La parola greca tzaziki deriva dal turco Cacik che è il nome con cui i Turchi denominano questa pietanza.

La salsa tzaziki: la ricetta

Ingredienti (per 4 persone)

  • 130 g di yogurt greco bianco
  • 1 cetriolo
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 ciuffo di aneto
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • olio d’oliva
  • sale
  • pepe

Preparazione

Taglia a metà il cetriolo per il lungo. Leva i semi e grattuggialo. Strizza la polpa di cetriolo e mescola allo yogurt con l’aglio, il prezzemolo e l’aneto tritati insieme. aggiungi sale, pepe, olio e limone.

La ricetta dei peperoni ripieni, ottimi assieme alla salsa tzaziki

Ingredienti

  • 3 peperoni (possibilmente rosso, giallo e verde)
  • 150 g di tonno sott’olio sgocciolato
  • 150 g di ricotta di pecora
  • 1 cipollotto
  • prezzemolo fresco
  • 4 cucchiai di tzaziki
  • olio d’oliva
  • olive nere denocciolate
  • qualche foglia di basilico
  • sale
  • pepe

Preparazione

Arrostisci i peperoni su una piatra rovente girandoli spesso fino a quando la pelle risulterà abbrustolita. Chiudili in un sacchetto di plastica e lasciali intiepidire. Prepara una crema mescolando ricotta, tonno, cipollotto e prezzemolo tritati, sale e pepe. Spella i peperoni, leva i semi e riducili in falde. Farcisci i peperoni con il composto ed arrotola ad involtino. condisci con sale, olio, basilico, olive e tzaziki.

Il tocco in più (o in meno)

Come chi mi segue sempre sa, non potevo non metterci del mio. Questa volta ho omesso le olive nere per i peperoni e  l’aneto nella salsa.

Io ho preparato questa ricetta ben due volte nell’ultimo mese ed entrambe le volte, con peperoni rossi e con peperoni gialli, sono stata molto soddisfatta del risultato (potete chiedere conferma anche al mio fidanzato).

 

(Le foto sono mie. La location è sempre la mia cucina romana)

 

 

 

 

 

 

3 ricette con la feta per sentirsi in Grecia

Uno dei viaggi che mi è saltato a causa dell’emergenza sanitaria (perc hè me ne sono saltati ben 3 prenotati, senza contare gli altri 2 previsti per l’estate) sarebbe stato il prossimo giugno a Salonicco. Abbiamo un amico che vive in Grecia ormai da quasi due anni e finalmente, con largo anticipo, ci eravamo organizzati per raggiungerlo. Ero felicissima di tornare nella patria di Omero dopo i miei precedenti viaggi ad Atene e a Corfù. Per risarcire in parte me ed i miei amici per il mancato viaggio, mi sono sbizzarrita con le ricette a base di feta. E visto che la rubrica sulle ricette dal mondo vi sta piacendo molto, ve ne propongo ben 3 diverse.

Ricetta feta grecia

La feta è classificata come formaggio a pasta semidura ma friabile, caratterizzata da un colore bianchissimo e piuttosto salata, poiché la sua maturazione avviene in salamoia, per 2 o 3 mesi.

Probabilmente l’origine del nome è legata al taglio della cagliatura o alla forma del taglio sul vassoio (come se fosse una “fetta”).

Generalmente questo formaggio è realizzato con latte di pecora e caglio (miscela che provoca la coagulazione delle caseine idrofobe che precipitano e possono essere lavorate per realizzare il formaggio). Può contenere però fino ad un 30 % di latte di capra. Dal 2002 alla feta è stato riconosciuto il marchio DOP quindi nessun formaggio simile può chiamarsi FETA fuori dalla Grecia.

Nella patria ellenica la feta è utilizzata, nel modo più noto, come ingrediente della famosa insalata greca, in associazione a pomodori, cetrioli, peperoni, olio, origano, olive nere, cipolla e capperi (soprattutto nelle isole).

Questo formaggio è servito anche fra gli stuzzichini (mezedes)all’ora dell’aperitivo, assieme all’ouzo (distillato secco ad alta gradazione alcolica bevuto solitamente diluito con acqua).

A parte la classica ricetta dell’insalata greca, i cui ingredienti vi ho appena elencato e che vanno semplicemente uniti fra loro per comporre il piatto, vi propongo due ricette di insalate “modificate” e un primo piatto, non tipicamente greco, ma che utilizza la feta.

Insalata con feta e melone bianco

Ricetta feta Grecia

Ingredienti (per 4 persone)
  • 4 cetrioli lunghi
  • 1 melone bianco
  • 1 lattuga mille foglie
  • 1 cipolla piccola di Tropea
  • 120 g di feta
  • 100 g di yogurt magro
  • 1 cucchiaino di semi di sesamo nero
  • Aneto tritato
  • Il succo di ½ limone
  • Olio
  • Sale
  • Pepe
Preparazione

Lava i cetrioli e tagliali a nastro con la mandolina o il pelapatate. Dividi a metà il melone, elimina i semi e preleva la polpa con l’apposito scavino. Lava l’insalata e separa le foglie. Affetta la cipolla e marinala con il succo di limone. Frulla metà feta con lo yogurt e 2 cucchiai di olio, unendo poca acqua se necessario, e profuma con l’aneto. Disponi nei piatti i cetrioli, la cipolla e il melone, regola di sale e pepe e aggiungi l’insalata e la feta rimasta, dopo averla sbriciolata. Versa la salsa e cospargi di semi di sesamo nero.

Il tocco in più (o in meno)

Un altro modo per addolcire la cipolla è metterla a macerare con l’aceto o tenerla in acqua fredda un po’ di ore. Non avendoli a disposizione ho escluso i semi di sesamo  e  l’aneto. Il melone può essere anche tagliato a tocchetti se non avete lo scavino, così come i cetrioli.

Insalata Mediterranea

Insalata greca feta

Ingredienti (per 2 persone)
  • 1 arancia matura
  • Insalata valeriana
  • 200 g di feta
  • Aceto balsamico
  • Olio
  • Sale
Preparazione

Lava l’insalata e lasciala asciugare, quindi taglia  a tocchetti l’arancia (già sbucciata)e la feta. Disponi gli ingredienti in un piatto e condisci con aceto balsamico, olio e sale.

Il tocco in più (o in meno)

Puoi sostituire la valeriana con un altro tipo di insalata a tuo piacimento.

Pasta  melanzane e feta

Ricetta feta Grecia

Ingredienti (per 4 persone)
  • Pasta di qualsiasi formato (possibilmente integrale)
  • 250 g di melanzane
  • 20 g di capperi sottosale
  • 100 g di pane raffermo integrale
  • Menta
  • 1 spicchio d’aglio
  • 80 g di feta
  • 2 peperoncini freschi (piccoli)
  • Olio
  • Sale
  • Pepe nero

Preparazione

Scottate la pasta in abbondante acqua salata. Riducete il pane integrale in briciole grossolane attraverso un frullatore. Lavate i peperoncini, privateli dei semi e tritateli finemente. Versate un po’ d’olio in una padella e aggiungete le briciole di pane ed i peperoncini tritati e lasciate dorare a fiamma medio-alta per pochi minuti, facendo attenzione a non bruciarli. Lavate le melanzane, eliminate le estremità e riducetele a tocchetti di circa 1 cm. In un’altra padella mettete olio, uno spicchio d’aglio e le melanzane. Cuocete a fiamma medio-alta per 4-5 minuti, fino a che le melanzane non saranno ben dorate, poi rimuovete l’aglio dalla padella, salate e pepate. Intanto sciacquate i capperi sotto l’acqua corrente per eliminare il sale e tritateli con un coltello. Quando la pasta sarà cotta versate tutti gli ingredienti in un contenitore capiente: melanzane, pane tostato, pasta, capperi, feta sbriciolata e foglie di menta triturate. Mescolate e servite guarnendo con altra feta sbriciolata e briciole di pane.

Il tocco in più (o in meno)

Io ho sostituito il pane integrale raffermo con un più comune pan grattato già pronto. Se volete potete sostituire la menta con foglie di basilico fresco.

Consigli

Questa pasta può essere consumata anche fredda e conservata in  frigorifero in un contenitore ermetico per massimo 2 giorni. Si sconsiglia la congelazione.

 

Le ricette delle due insalate non ricordo da quale rivista sono state estrapolate e gelosamente custodite prima di essere provate, approvate ed essere ammesse a far parte del mio ormai piuttosto noto ricettario. La ricetta della pasta invece l’ho recuperata da GialloZafferano.

Le fotografie sono mie e la location è sempre quella della mia cucina romana.

Fatemi sapere cosa ne pensate e soprattutto, se decidete di provare qualcuna di queste ricette, voglio sapere come sono riuscite e quali sono stati i risultati.

Quindi buon appetito…e buon viaggio nel gusto.

Se avete ricette tipiche di un luogo da consigliarmi perché io le provi e ne condivida poi l’eperienza contattatemi… wwayne mi ha già mandato la ricetta della focaccia ligure…

Reggio Calabria: i Bronzi di Riace

Quest’anno si parla molto di Calabria fra le mete estive più gettonate. Ma io non ci sono mai stata (almeno fino ad oggi), se non una volta,di passaggio verso la Sicilia.

I  Bronzi di Riace, che ho avuto la fortuna di vedere e di cui mi sono letteralmente innamorata (e ci credo! Sono due fighi!) sono diventati il simbolo della città e sono esposti al Museo Nazionale della Magna Grecia.

Si tratta di due sculture in bronzo ritrovate nel 1972 presso Riace, testimonianza di età greca o magnogreca (V sec. a.C. circa), ripescate eccezionalmente intatte e denominate statua A e statua B. I restauri, iniziati in Calabria e proseguiti in Toscana rivelarono l’utilizzo di argento per le ciglia e rame per  labbra e capezzoli di entrambe le statue. Le ipotesi sulle loro origini e sui personaggi che rappresentano sono svariate e restano ancora aperte alle varie interpretazioni (la più accreditata è che si tratti di due eroi del Mito dei Sette contro Tebe di cui infondo al post vi propongo un approfondimento).

Ma Reggio Calabria non è solo i Bronzi. E’ una città di origine magno-greca che ha visto il passaggio di bizantini, normanni, saraceni, angioini ed aragonesi, fino a far parte del Regno di Napoli.

Nel 1908 un forte terremoto distrusse quasi interamente i monumenti storici (l’attuale Duomo è stato infatti ricostruito dopo tale evento). Degno di nota è il Castello aragonese con le torri cilindriche merlate, fatte costruire da Ferdinando d’Aragona nel 1459. Sul lungomare resti delle mura della città greca e di impianti termali romani.

Corso Vittorio Emanuele ha una serie di costruzioni in stile liberty e non potrete non ammirare le così dette “strade cannocchiale” che creano un effetto ottico e fanno vedere la Sicilia molto più vicina di quanto non lo sia realmente.

Nella Pinacoteca Civica si possono vedere due tavolette di Antonello da Messina (se la cosa può interessarvi è uno dei miei artisti preferiti).

La montagna alle spalle della città custodisce il Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Info

 


Sette contro Tebe

Una tragedia di Eschilo che vede contrapporsi 7 guerrieri in difesa delle porte di Tebe e 7 guerrieri che le attaccano. Alla settima porta si fronteggiano i due fratelli Etocle e Polinice, figli di Edipo, che si daranno la morte vicendevolmente.


 

In foto i Bronzi di Riace nella collezione di figurine degli Artonauti (ovviamente l’album è mio).

 

19 destinazioni europee da visitare nel 2019 (secondo Skyscanner)

Al primo posto non poteva che esserci la capitale della cultura 2019, Matera (di cui spero di parlarvi presto). Seguono Plovdiv in Bulgaria e Tabilisi in Georgia.

Al quarto posto troviamo Cracovia, una città che mi affascina e che da tempo monitoro per un prossimo eventuale weekend.

Poi abbiamo Lubiana (Slovenia), Grasse (Francia), Lagos (Portogallo), Dundee (Regno Unito).

Alla posizione numero 9 un’altra delle mete che ho puntato da tempo e che spero di visitare presto: Amsterdam.

Seguono Eindhover (Paesi Bassi) e Stavanger (Norvegia).

In dodicesima posizione un’altra città italiana che amo particolarmente: Genova (ancora non ve ne ho parlato ma questo è un post di promesse e vi assicuro che lo faró presto).

Al tredicesimo posto, a riconferma che sono sempre sul pezzo, la città che è stata meta del mio primo viaggio del 2019: Copenhagen e il mio amato nyhavn!

Segue altra città nel mio mirino: Francoforte ed alla posizione 15 Salonicco , puntata da me e tanti miei amici per andare a trovare un nostro amico che ci si è trasferito.

Al sedicesimo posto Bruxelles, in cui vorrei tornare, magari approfittandone per vedere anche Bruges, Gand e Anversa.

Infine Caen (Francia), Budva (Montenegro) e Modena, la terza città italiana della lista.

E voi? In quali di queste città vorreste andare o siete già stati?

“Atene: the eye of Greece, mother of arts”

Diego è mio cugino ma è mio fratello. Sua mamma è la sorella della mia e suo papà è fratello del mio papà. Cugini, zii, nonni, abbiamo tutto in comune. E siccome con il DNA non si scherza, ci accomuna anche l’amore per il viaggio. Oltre a dire e fare a volte le stesse stupide cose.

Prima di Napoli e Lisbona, insieme siamo stati ad Atene. Un week end che è stato per me la realizzazione di un sogno: dopo anni ed anni di studio finalmente vedere quelle pietre, quei vasi attici su cui tanto avevo “sbattuto la testa”.

Almeno una volta nella vita tutti dovrebbero salire sull’Acropoli. E’ un’emozione unica, lo sguardo si perde e la fine della megalopoli non si vede.

Sull’Acropoli, davanti al Partenone, io e mio cugino abbiamo provato e riprovato a scattarci selfie ma il risultato non è stato dei migliori. Il Partenone invece si è che è fotogenico: alto, imponente…Ed anche la loggetta delle cariatidi. Quante foto ho potuto scattare? Un po’ dovevo convincermi di essere davvero lì e un po’ ero andata in fissa per le cariatidi. Così come mi ero fissata per il cambio della guardia in Piazza Sintagma. Quante volte l’avrò visto e quante volte mio cugino ha dovuto portarmi via con la forza mentre tentavo di imitarli?

Ho adorato i quartiri di Plaka e Monastiraki ed il nuovo museo dell’Acropoli, meravigliandomi che l’ingresso costasse solo 5 euro e stupendomi per il suo allestimento spettacolare che riprende il perimetro del Partenone (peraltro visibile attraverso le pareti a vetri dello stesso museo).

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Insalata Greca

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la Torre dei Venti

L’acropoli era visibile anche dal terrazzo del nostro Hotel e fare colazione guardandola è stata una bellissima sensazione. Una volta ci siamo anche saliti di sera per ammirarla in notturna.

Il museo archeologico invece è in stile ottocentesco.  Per fortuna Diego ed io non siamo vegani…tra pita, giros, moussaka…l’imbarazzo della scelta!

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la maschera di Agamennone

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Il vaso del Dipilon

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la mia amata loggetta delle Cariatidi

P.S. La citazione nel titolo è di Milton, le foto mie e di Diego.

Corfù: l’isola che c’è

Agosto 2016: un last minute senza troppe aspettative che si trasforma in un bellissimo viaggio. Luoghi, colori e persone a cui mi sono molto affezionata.

corfù grecia

corfù grecia

Giorno 0: occorre più tempo da Toritto a Cozze che da Palese a Corfù. Certo poi ci possiamo impiegare 2 ore dall’aeroporto all’appartamento. Un po’ di luce in più per strada non guasterebbe ma l’isola è l’isola. E io amo le isole!

 

Giorno 1: Paleokastritsa. Il nostro mezzo di trasporto è rosso fiammante ed è un quad (ma si scrive così?)e noi con i caschi e gli occhiali da sole siamo davvero fighe. Dalla nostra abbiamo la capacità di chiacchierare anche con le pietre anche se preferiamo fare nuove amicizie, conoscere un parruHiere tosHano e, perché no, incontrare per caso 2 conoscenti torittesi su questa incantevole spiaggia.

corfù grecia

 

Giorno 2: Barbati. La colonna sonora a colazione è stata profetica ” Girls Just want to have fun”. E potevamo infatti farci spaventare da qualche nuvola e non raggiungere queste acque cristalline? E soprattutto da “esperte conoscitrici” (beh sono già 2 giorni no?)dell’isola dare indicazioni ai nostri amici e ritrovarci li. E se anche il vento e la pioggia in serata ci hanno fatto visita a noi basta pensare che stamattina una farfalla ci ha scelto e si è delicatamente posata su di noi!

corfù grecia

Giorno 3: Sidari, Canal d’amour e Capo Dastris.
Vivere in infradito è un sogno. E la spesa meglio farla al mattino,quando il paese,mooolto slow,non si è ancora svegliato e ripreso dalla notte brava. L’entroterra ha il suo fascino e profuma a tratti di eucalipto e di pini . Fanghi gratuiti,una bella scarpinata e…”se prima eravamo in 6 adesso siamo in 8″(si ok, eravamo partite in 2). Riunione a casa da noi, un cocktail al kumquat, shisha e…”no ma i caschi qui la sera non si mettono”.

corfù grecia

Giorno 4. Glyfada, Pelekas e il Trono dell’ Imperatore.
Colazione sul balcone prima di incontrare gli altri del gruppo ormai denominato “gli amici di Checco” per l’evidente somiglianza fisica e caratteriale fra Mauro e il comico nostrano. I massaggi e le risate. Tante risate, da far male ai fianchi e da allenare gli addominali. Un selfie col “morto” e poi su, ad aspettare che il sole tramontando tinga di rosso il mare e le montagne. Nell’attesa una chiacchierata con un vecchio veneSSiano ci sta. Torniamo a casa infreddoliti, con i teli mare sulle spalle, rimproverati dalla polizia per aver sostato dove non si poteva (per cercare di vedere gli aerei decollare). Pazienza…ci consoliamo e coccoliamo con una pyta e una mytos!

Giorno 5. Kassiopi, Agios Stefanos e Kerasia
Ormai non temiamo nemmeno le salite e le strade sterrate e se serve si parla francese al telefono con un receptionist in un hotel svizzero. Ma perché tante api? Ah beh,il miele è un prodotto tipico. A pranzo una bella mussaka, a cena italian style (più che altro per i tempi di attesa). “E quindi uscimmo a riveder le stelle”(ma i pipistrelli e i gatti vanno bene lo stesso?)

corfù grecia

Giorno 6. Kalami e l’Achilleion
Gli ulivi sono ovunque come a casa mia e davanti a quasi tutte le case c’è un pergolato con una vite o un bouganville. Della Grecia abbiamo preso uno degli aspetti che l’hanno fatta grande: la democrazia. Insieme si decide cosa fare, dove andare, quando vedersi. Ma siamo riusciti a fare gossip anche qui! Salti incredibili nello spazio e nel tempo fra la principessa Sissi e gli aerei che ti passano praticamente in testa mentre li guardi atterrare a naso in su su un molo.Qui è così…consulti le mappe, leggi le indicazioni e vai…

Achilleion corfù

Giorno 7. Kerkyra, Dassia, Dafnila
Corfù Town è il pittoresco greco: scorci di mare fra stradine e scale che si inerpicano e si annodano fra loro, bancarelle, profumi, nazionalità che si incontrano. Christos è greco ma ha studiato a Bari e il 28/08 si sposa, i nuovi arrivati sono di Foggia: grandi amici in 5 minuti…La Tizinbirra e lo jogurt miele e noci. Una piccola chiesa su una micro penisola e una foto da biker. I pesciolini tropicali per i massaggi ai piedi e lo “strigno” forte conseguente. Al check-in: -quanti siete?-8!

Epilogo: il blu non è il mio colore preferito ma il blu-Grecia lo adoro. È quel colore particolare del mare, dei tetti di alcune case, delle strisce delle bandiere che sventolano ovunque con grande orgoglio nazionalistico. È il blu di occhi che spiccano su visi arsi dal sole, di pietre e vetri su gioielli dorati alle bancarelle. È un blu diverso…è il blu Grecia.

corfù

(Foto mie o di questi pazzi compagni di viaggio!)