Le location del film “Napoli Velata”

Nelle prime posizioni fra i film più visti su Netflix in questi giorni: ecco tutte le location di Napoli Velata.

Metro Toledo Napoli

Napoli velata: il film

Apparso nelle sale cinematografiche nel dicembre del 2017, il film di Ozpetek si svolge attorno alla figura della patologa Adriana (Giovanna Mezzogiorno) che, dopo una notte di passione con Andrea (Alessandro Borghi) si ritrova a riconoscere il corpo del suo amante durante un’autopsia. il mistero sulla morte di Andrea è fitto e, fra le indagini della polizia e quelle private, fra amici e parenti, Adriana dovrà fare i conti con i fantasmi del suo presente ma anche, soprattutto, con quelli del suo passato.

La colonna sonora Vasame è di Arisa.

La superba Napoli, che io adoro, fa da sfondo a queste vicende.

Viaggiatrice da grande a Napoli

Napoli velata: i luoghi

Palazzo Mannaiuolo

Situato in via Filangeri 36, è un palazzo Liberty in una delle eleganti strade del quartiere Chiaia. Famoso per la sua scalinata elicoidale con cui si apre il film.

Chiesa e Piazza del Gesù

E’ la piazza in cui più volte transita Adriana per tornare a casa, con la colonna dell’Immacolata al centro della piazzaa. La Chiesa del Gesù (XVI secolo) è riconoscibile dal tipico bugnato di piperno. La chiesa fu eretta su un precedente palazzo quattrocentesco di cui mantenne la facciata principale. A croce greca, è decorata da marmi policromi di derivazione barocca e dalle opere di  Francesco Solimena, Luca Giordano, Ribera, Guercino.

Museo Archeologico

Siamo al numero 19 di  piazza Museo. il luogo in cui Andrea ed Adriana dovrebbero rincontrarsi e dove lei lo aspetta inutilmente. Ci sono stata durante la mia prima visita a Napoli (al tempo delle medie) ma poi ci sono ripassata davanti un sacco di volte. Famosi al suo interno l’Ercole Farnese (e tutta la collezione Farnese); i vasi a figure rosse fra cui l’hydria con la scena dell’Iliupersis (la presa di Troia); il Doriforo; il Mosaico di Alessandro…tutte opere da sindrome di Stendhal per storici dell’arte ed archeologi. Il film si concentra sul gabinetto segreto ossia le stanze ove sono conservati i reperti provenienti dagli scavi del lupanare di Pompei.

Stazione metro Toledo

Si sa che le stazioni della metropolitana di Napoli sono considerate fra le più belle d’Europa e la stazione Toledo in particolare è la mia preferita, con i suoi mosaici blu e azzurri che ricordano il fondo del mare.

Galleria Principe di Napoli

Un gruppo di ragazzi suona dei tamburi  mentre i protagonisti assistono. Posta difronte al Museo archeologico, questa galleria non va confusa con la più famosa Galleria Umberto I.

Farmacia degli Incurabili

Un luogo che non conoscevo in cui uno dei protagonisti fa da guida ad un gruppo. Siamo in pieno centro storico, in via Longo 50, fra il Museo Archeologico ed il decumano superiore. il fulcro di tutta la scena è la scultura che rappresenta un utero velato. la scalinata esterna, ripresa dal regista, fa parte dello stesso complesso.

Certosa di San Martino

La tombolata dei femminielli si svolge nel chiostro della certosa di San Martino, in largo San Martino al Vomero. il complesso, iniziato nel XIV secolo è uno splendido esempio di barocco napoletano. il chiostro ed i giardini offrono panorami spettacolari.

Il mercato di porta Nolana

E’ il luogo in cui Adriana prende una limonata con Pasquale. Questo mercato è famoso per il pesce.

Napoli vicoli

Via Calabritto

E’ la via in cui Adiana e sua zia parlano delle proprie scelte sentimentali. Via molto elegante e dedita allo shopping.

Cappella San Severo

Con il famosissimo Cristo velato fa da sfondo alla scena finale del film. Siamo sempre nel centro storico, in Via De Sanctis 19/21. Vedere Il Cristo velato è davvero un’emozione unica ed ho avuto questa possibilità in una delle mie ultime visite a Napoli con mia zia e mio cugino. bellezza e mistero si intrecciano nella cappella del principe di Sangro con apice proprio nella scultura del Cristo di Sammartino (1753).

Stazione metro Garibaldi

Adriana si muove in un intrico di scale mobili che ricorda le opere del pittore Escher,

Marechiaro

E’ la zona fronte mare di Posillipo in cui si trova la casa di Andrea.

Lido Mappatella

Lido popolare fra Mergellina e il Lungomare Caracciolo sulla cui spiaggia Adriana si incontra con il poliziotto.

Ex convento in via San Nicola al Nilo

All’interno vi è ricostruita la casa della fattucchiera. E pensare che siamo a pochi passi da San Gregorio Armeno.

Palazzo del principe Caracciolo Sanchez de Leon

Anche detto palazzo Sant’Arpino (XVII secolo).E’ la casa della zia Adele, siamo sempre nel quartiere di Chiaia, in via Santa Caterina (fra via Filangeri e via Chiaia). E’ dalla terrazza di questo palazzo che Adele parla alla città:

“Tu vuoi soltanto ammazzare ammazzare ammazzare, non li vuoi bene i figli tuoi”

Da questo film nuovi spunti per il mio prossimo viaggio nella città partenopea, per ritrovare quei nuemri che identificano Napoli: 10, 18, 42 e 75. Controllate la Smorfia per scoprirne i significati.

Le foto sono mie, scattate nelle mie varie visite a Napoli.

Vi lascio anche il trailer del film, in caso non vi avessi già incuriositi abbastanza.

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 10 assistere al connubio fra arte antica e contemporanea all’Ara Pacis

All’ Ara Pacis ci sono stata un sacco di volte. una delle ultime forse fra le più belle. “L’ara com’era”, una mostra che utilizza la tecnologia della realtà aumentata.

Innalzata nel 13 a. C. per celebrare la pace con la Spagna e la Gallia, ad opera di Augusto, i suoi bassorilievi rappresentano scene allegoriche ed una processione a cui partecipa lo stesso Augusto.

Un obelisco era lo gnomone di un ameridiana e nel giorno del “compleanno” dell’imperatore proiettava la sua ombra esattamente verso il centro dell’Ara Pacis.

Già 100 anni dopo la sua costruzione, essendo sorta in un territorio alluvionale, cominciò ad essere sommersa, finchè scomparve completamente. Nel medioevo fu utilizzata come cava di marmo e nel 1500 al disopra vi fu costruito un palazzo.

Dopo la sua scoperta venne spostata dal Campo Marzio nell’attuale zona, sul Lungotevere e, prima dell’odierna teca di Meier, che dialoga con l’ambiente circostante, era protetta da una struttura creata con i vetri delle vetreria Sciarra, poi sostituita.

L’attuale sistemazioneha suscitato non poche polemiche. A me sinceramnete piace. Voi che ne pensate?

(foto mia)

Nove lune e mezza…a Roma, nella mia zona

Domenica pomeriggio tipicamente autunnale\invernale, uggiosa e frescolina…Ideale per andare ad una mostra o al cinema. Optiamo per un film di cui avevo intuito la colonna sonora guardando il video alla mia radiovisione preferita e il cui trailer avevo intravisto distrattamente non ricordo nemmeno dove e quando, ma mi aveva colpita.

nove-lune-e-mezza-locandina

La scelta lo dico subito è stata ottima. Il film ci è piaciuto davvero tanto sotto diversi aspetti. Senza fare troppo spoiler dirò che è la storia di una famiglia, in particolar modo del legame fra due sorelle, una delle quali farà un “dono” speciale all’altra. Ed attorno a questo “dono” ed al tempo che serve per “realizzarlo” (appunto nove lune e mezza) si articola tutta la vicenda e si affacciano amici e familiari, tutti personaggi azzeccatissimi e curati nei particolari.

Un cast fenomenale: Michela Andreozzi (regista e attrice), Claudia Gerini, Giorgio Pasotti, Lillo, Alessandro Tiberi (lo abbiamo amato in “Tutto può succedere”, qui irriconoscibile ma ugualmente adorabile), Claudia Potenza. Battute esilaranti e scene a volte davvero molto comiche. Con un finale “profondo” che mi ha tanto ricordato un articolo di Chiara Gamberale letto qualche mese fa. E la colonna sonora merita: “Ho cambiato i piani” di Arisa.

Ma soprattutto il film è completamente ambientato nella zona di Roma in cui vivo, e rivedere sul grande schermo luoghi non solo familiari ma che soprattutto amo molto mi ha fatto un certo effetto. La location del film è quindi il quartiere Prati di Roma, per intenderci nei paraggi di San Pietro e della Cittaà del Vaticano.

In particolare Livia (Claudia Gerini) ha un appartamento a Borgo Pio e si affaccia proprio sulla fontana dell’Acqua Marcia con l’edificio ricoperto di edera che le fa da sfondo. Quanti ricordi! Con quanta gente ho passeggiato lungo quella via (una delle mie preferite). E la notte in cui ci siamo passate io e Maria Laura e anziché correre a casa (come è normale che sia alle 3 del mattino) ci siamo fermate a leggere i citofoni perché ricordavamo che lì abitava un nostro conoscente?

Una scena è girata sempre nei paraggi, nella piazzetta antistante la Lumsa; un’altra inquadra il gasometro di Ostiense; un paio di riprese sono in via Gregorio VII. E soprattutto le inquadrature dall’alto sono spettacolari, così come, da ogni angolatura resta spettacolare la vista di San Pietro. Credo che se non vivessi più a Roma e avessi visto questo film sarei stata presa da un attacco incredibile di nostalgia…

Vi posto il video della canzone ed il trailer

 

 

(Foto dal web, è la locandina del film!)