Sunshine blogger award 2020

Appena “inaugurato” questo blog ero stata nominata per questa speciale menzione tra blogger. Si tratta di una sorta di catena di Sant’Antonio in cui noi blogger ci nominiamo a vicenda, scegliendo quei blog che per noi hanno un particolare valore creativo e/o di contenuti o che ci hanno particolarmente ispirati. E’ un premio virtuale in cui non si vince nulla ma ci si conosce meglio fra noi e si fanno conoscere altri blog.

Sunshine blogger award

Il blogger che riceve la nomination risponde alle domande di chi l’ha nominato ed a sua volta nomina altri blogger a cui porre delle domande il cui numero è a discrezione del blogger che le pone.

Sono stata addirittura nominata da 3 blogger che ringrazio e che vi invito a seguire:

  • Sustenaible Travel: un blog giovane ma già ricco di contenuti interessanti;
  • Travel with the wind: Claudia e Gabri…che si sono sposati a Las Vegas;
  • Party e partenze: un blog che seguo ormai da tempo su più canali social.

Le domande per me da Sustenaible Travel

  1. Come mai hai deciso di aprire un blog?

Da qualche anno avevo preso l’abitudine, quando viaggiavo, di postare sui miei canali social, a fine giornata, una foto con qualche riga  che raccontasse la ciò che avevo visto e fatto durante quel giorno, soprattutto dal punto di vista emotivo. I miei amici hanno cominciato ad apprezzare ed a chiedermi di scrivere o aprire un blog. Ma le loro richieste sono rimaste inascoltate fino al mio viaggio a Cuba. Al ritorno mi sono lanciata ed ho aperto il mio blog.

  1. Quale viaggio ti ha segnato maggiormente e fatto capire qualcosa d’importante?

Sicuramente il mio primo viaggio per lavoro, quando per una supplenza di qualche mese ho lasciato il mio paese e mi sono trasferita fra Trento e Verona. Ho preso delle decisioni importanti ed ho capito ad esempio che l’insegnamento era la mia strada.

  1. Qual è il posto che hai sempre voluto visitare ma che ancora non ti è capitato di visitare?

Sicuramente il mio posto dei sogni è la Polinesia Francese, in particolare le isole Marchesi perché da storica dell’arte  vorrei v edere i luoghi in cui si rifugiò Gauguin.

  1. Qual è il piatto più strano che hai mangiato durante un viaggio?

La cosa più strana che ho assaggiato sono le banane fritte colombiane associate al riso ed al formaggio in un piatto unico eccezionale.

  1. Qual è stata la cosa più bella che hai scoperto in viaggio riguardante la cultura del posto?  Ho imparato che a Cuba quasi in tutte le famiglie c’è un medico o un infermiere, che per loro è occasione di grandissimo orgoglio e che il loro servizio sanitario è molto efficiente.
  2. Qual è la situazione più bizzarra nella quale ti sei trovata in un viaggio?

Una delle situazioni più curiose che mi è capitata è quella di partire sola con la mia amica di viaggio e ritrovarci poi a fare gruppo e vivere il viaggio in “comitiva”. Ed è successo in più di un viaggio.

  1. Ti è mai capitato di sentirti in pericolo durante un viaggio? Se si, come hai risolto la situazione?

All’aeroporto di Chicago abbiamo sbadatamente lasciato i documenti al desk informazioni e siamo andate un po’ nel panico. Ma poi una signora gentile si è accorta del motivo della nostra agitazione e ci ha fatto notare che non avevamo perso nulla ma che i nostri documenti erano lì.

  1. Ti definiresti una viaggiatrice avventurosa?

L’avventura è un elemento che in dosi contenute non manca mai durante i miei viaggi. Mi piace programmare ma poi tante cose sono lasciate al caso e una volta sul posto mi lascio ispirare per nuovi itinerari e cose da fare.

Ecco le domande da Travel with the wind

  1. In questa quarantena quanto pensavi ai viaggi?

Tanto, tantissimo. Ripensavo ai viaggi fatti e rimuginavo su quei ¾ che erano prenotati e che sono saltati.

  1. Dove andrai appena sarà possibile tornare a viaggiare?

Sono tornata in Puglia dai miei appena è stato possibile e poi mi sto dedicando all’esplorazione della mia amata Roma (es. Appia Antica) e dei dintorni più o meno lontani (Assisi, Giardini di Ninfa)

  1. Come credi che cambierà il modo di viaggiare dopo questa pandemia?

Il modo di viaggiare al momento è cambiato molto con un turismo di prossimità ed una riscoperta dei luoghi a noi più vicini. Ma non escludo che si possa tornare, prima o poi, alle nostre amate mete esotiche.

  1. Qual è la meta dei tuoi sogni?

Ho già risposto su, alla domanda 3 del blocco precedente.

  1. Qual è la tua stagione preferita per viaggiare?

Non ho una stagione preferita per viaggiare, viaggio sempre quando posso. Ovviamente, in linea con gli impegni lavorativi, capita di fare un viaggio più importante durante le vacanze estive e poi di sfruttare feste e week end per altri piccoli viaggi.

  1. Con chi ti piace viaggiare e con chi non viaggeresti mai?

Le mie persone preferite in viaggio sono mio cugino ed una mia cara amica. Ci troviamo concordi su tutto: dagli orari al cibo, all’essere poco esigenti e molto flessibili. A breve testerò in viaggio anche una new entry, il mio fidanzato e vedremo se saprà reggere i miei ritmi abbastanza tosti.

  1. Viaggeresti da solo se non avessi un compagno di viaggio?

Vivo il mio trasferimento a Roma, da sola, come un lungo viaggio che dura ormai da quasi 6 anni. Ogni giorno vado in giro per la città con gli occhi innamorati come se davvero non ci vivessi ma stessi in viaggio.

  1. Qual è il luogo che ti è rimasto nel cuore?

Non posso negare di aver amatoCuba alla follia: i suoi colori, la musica, l’accoglienza della gente. Il tempo che sembra essersi fermato, il mare, le città sospese fra passato e modernità…

  1. Qual è stato il volo più lungo che hai fatto?

Roma/L’Havana: 13 ore. Fino a 10/11 sono riuscita a tenermi occupata e distrarmi, poi non vedevo l’ora di arrivare.

Ecco le domande che mi ha posto Party e partenze:

  1. Come è nato il tuo blog?

Rimando alla domanda 1 del primo blocco.

  1. Con chi ti piace viaggiare? Preferisci sola o in coppia o con un gruppo di amici?

Leggi la risposta alla domanda 6 del secondo blocco.

  1. Come decidi la destinazione di un viaggio: hai un criterio o vai dove ti porta il cuore?

Entrambe le cose. Ci sono viaggi tanto desiderati e attesi che programmo e studio nel tempo e poi ci sono i last minute, le offerte improvvise o le proposte dell’ultimo istante. E vanno bene tutte, difficilmente dico di no ad un viaggio.

  1. Qual è il viaggio/sogno che vorresti realizzare o che hai già realizzato?

Rimando alla domanda 3 del primo blocco

  1. In quale paese sceglieresti di vivere se ne avessi l’opportunità?

Seppure con tutte le sue contraddizioni amo molto la mia terra e non lascerei mai l’Italia (se non fosse stato per motivi lavorativi non avrei mai lasciato nemmeno la mi Puglia). Mi piacciono particolarmente comunque  la Spagna, la Francia e la Grecia, e se proprio dovessi scegliere mi piacerebbe vivere su un’isola.

  1. Viaggio comodo o viaggio avventura?

Non sono molto esigente in viaggio. Ciò che conta per me è partire, poi sono molto flessibile e mi adatto tranquillamente, solo sugli ostelli sono abbastanza restia, la camera ed il bagno devono essere solo per me e chi viaggia con me…

  1. Cosa compri sempre durante i viaggi da portare a casa?

I miei souvenir preferiti sono calamite e decorazioni natalizie per l’albero di Natale. Altra cosa che sicuramente compro sempre, se non l’ho già fatto prima di partire, è una guida del posto…

  1. Quale sarà il piano B per questa estate se non potrai andare all’estero?

Italia, Italia  Italia, in lungo e largo, da Nord a Sud. Sicuramente passerò del tempo in Puglia, sia con la mia famiglia nella zona di Bari, sia più a Sud, nella zona di Brindisi. E poi chissà, forse un po’ di montagna e/o un’isola…

A mia volta ho deciso di nominare la mia conterranea Elisa di Nomatic  Emotions and Stories of a Wanderer: ci siamo subito trovate in sintonia e mi fa davvero piacere farvela conoscere.

Qualche domanda per Elisa:

  1. Cosa rappresenta per te la Puglia?
  2. E l’India?
  3. Da bambina che viaggio sognavi di fare? L’hai realizzato?
  4. Quando viaggi ti piace provare la cucina del posto?
  5. C’è un libro di viaggio che ti ha ispirata e che senti di consigliare?
  6. Qual è la tua città italiana preferita?
  7. Mare o montagna? Perché?

 

Cosa fare adesso?

  • Scrivere un post sul tuo blog in cui spieghi cos’è il Sunshine Blogger Award
  • Ringraziare per la nomination e aggiungere link al blog che ti ha nominato
  • Rispondere alle mie domande
  • Nominare altri blog e formulare altre domande per loro

(foto dal web)

Altan. Pimpa, Cipputi e altri pensatori (MAXXI -Roma-)

Dalla mia casa ripercorro i mesi appena trascorsi e le tante mostre viste a Roma di cui non ho avuto modo di scrivere: da Canova agli Impressionisti segreti ed alla fotografa Inge Morat. Con i bimbi della mia classe siamo stati anche al MAXXI per la mostra sulla Pimpa.

Ammetto che non è stata un’esposizione che mi ha presa molto ma per gli appassionati sarà stata e sarà sicuramente un’esperienza che merita.

Tutto il percorso artistico dell’autore raccontato attraverso disegni originali, poster, illustrazioni, schizzi…

A cura di Anne Palopoli e Luca Raffaeli è realizzata in coproduzione con Fondazione Sales e Franco Cosimo Panini Editore.

Attraverso l’artista tutto è messo in discussione (un po’ come in questi giorni caratterizzati dall’emergenza COVID-19). Ciò che salva è lo sguardo incantato di Pimpa, una cagnolina che guarda l’universo e le regole del mondo con sguardo curioso e, diremmo oggi, con gli occhi a cuore.

Da vero esponente dell’arte contemporanea Altan, attraverso i suoi personaggi, afferma cose, esprime concetti che ci fanno subito dire “lo potevo fare anch’io”. Ma l’intuizione l’ha avuta lui, è sempre un passo davanti a noi, spaziando fra fumetti d’avventura e disegni per l’infanzia, passando da romanzi illustrati a vignette e sceneggiature. E così illumina il nostro pensiero sul presente e sul mondo.

La mostra è articolata in più sezioni: Altan prima di Altan (schizzi e disegni in cui l’artista è alla ricerca del suo stile); Trino e il primo Altan (la prima vignetta è su Linus nel giugno del 1973 e Trino è il suo primo personaggio); vignette (ritratti amari dei suoi noti personaggi: bambini, casalinghe, pensionati); feuilletton (fumetti lunghi, a volte comici a volte no); Altan illustratore (la parte che preferisco, motivi personali…le illustrazioni dei libri di Rodari e Piumini); Altan e il cinema (dall’esordio in Brasile fino ad un documentario sulla sua vita); Pimpa e i suoi amici (entrare fisicamente nel mondo giocoso della famosa e curiosa cagnolina).

Una mostra che catturerà gli appassionati ed una organizzazione ricca ed impeccabile dell’aspetto divulgativo e dei servizi educativi.

https://www.maxxi.art

Tornare a Bologna

In questi giorni di stacco forzato spero di riuscire finalmente a postare alcuni articoli in sospeso, come questo relativo al mio we a Bologna.

Giorno 1
Ancora una levataccia pre-partenza, ma non fa freddo come immaginavo.La città, nei 10 minuti che impiego da casa alla metro, pare svegliarsi. Ma i vagoni della metropolitana sono pieni anche a quest’ora. Il viaggio in treno scorre rapido fra chiacchiere ed un sonnecchiare scomposto. L’orologio della stazione centrale è fermo alle 10.25 da quasi 40 anni.
La mattinata ed il pranzo sono da FICO Eataly World: tigelle e gnocco fritto la fanno da padroni. La candelora a San Petronio, le biciclette ed i portici. La Gamberini Bag finalmente mia, i cappellacci con la zucca e le sorprese. Ritrovarsi a togliere la cera dal pavimento e rinunciare al tour by night…

Giorno 2

La nebbia ed il freddo che ti penetra nelle ossa (mi direte: “Beh se viaggi a febbraio devi metterlo in conto”). Noi che percorriamo, non si sa perché, strade di periferia e ponti verso il nulla. Nelle città bisogna tornare, è proprio vero: così questa volta, alla basilica di San Luca, salgo anche sulla cupola, per ammirare i colli bolognesi con una vista a 180 gradi, anche se l’esperienza di oggi era più da “Viandante su un mare di nebbia”. Il cibo è sempre una garanzia e poi una sosta caratteristica alla Decathlon di Casalecchio di Reno. Sotto la Torre degli Asinelli Un incontro fugace ma sentito con un caro amico e dopo gustare ancora la meraviglia di Santo Stefano con una guida d’eccezione. Riaffacciarsi alla finestrella sul canale prima di riprendere il viaggio in treno.

Nello zaino la guida per il mio prossimo viaggio.

Ma… “Qualcuno ha detto JUST EAT?”(cit.)

Qui trovate il post sul mio precedente viaggio in città: Bologna 2019

Info pratiche:

  • Abbiamo soggiornato in comodissimi appartamenti “Nel sole”;
  • Pranzo a Casalecchio di Reno: Castellinaria;
  • Cena in centro città: Osteria delle Donzelle;
  • Per un pranzo o una cena più easy consigliata Dispensa Emilia;
  • Colazione senza dubbio da Impero (già provato lo scorso anno): da assaggiare i cornetti alla pesca sciroppata!

Foto mie o dei miei compagni di viaggio!

Piccole tigri

Dopo Piccola Orsa e Piccola Balena, un altro capolavoro di Jo Weaver.

Mamma tigre si accorge che la tana per sè e per le sue piccole Puli e Sera non è più sicura e decide di partire attraverso la giungla, alla ricerca di un nuovo rifugio.

Le piccole le propongono un luogo nascosto dietro la cascata ma è più adatto alle rane, troppo umido.

Poi Puli porta la mamma e la sorella su un albero altissimo ma è una tana più per scimmie che per tigri.

Le tre continuano a girare, attraversano la giungla in lungo e largo, tentano di nascondersi in una grotta ma ci sono troppi insetti. Nel tronco di un albero invece è nascosto un pitone.

Alla fine finalmente la mamma trova il posto giusto per le sue cucciole: un vecchio tempio abbandonato.

Un viaggio attraverso paesaggi selvatici ed incontaminati. Un viaggio con l’impronta, ormai nota, dell’autore.

Piccole tigri, Jo Weaver, Orecchio Acerbo

Costiera amalfitana (giorno 3)

Folate di vento fortissimo ed a tratti brevi rovesci di pioggia. Ma il mio impermeabile a pois resiste a tutto.

Vietri sul mare è senza dubbio il centro più importante della ceramica costiera, con i suoi asinelli portafortuna e la tabella di Persepoli a noi sconosciuta. È proprio vero che in viaggio si imparano un sacco di cose.

E siamo di nuovo a Salerno, dove il weekend è iniziato e da dove ognuno riprende la sua strada. Non senza aver prima provato a scattare foto particolari in movimento ed essermi sperimentata come guida in un percorso imparato solo 3 giorni fa.

La tanto temuta pioggia la incontro a Roma, nel tragitto fra la metro e casa.

Chissàdove

Un ritorno ai miei amati libri di letteratura per l’infanzia

Un grande albero è ricco di piccoli semi. Un giorno il vento li porta nel mondo: vicini, lontani, lontanissimi o chissadove.

Solo un semino resta ancora vicino all’albero e l’albero allunga sempre più la sua partenza offrendogli cure, attenzioni e promettendo a lui ed a se stesso “ancora un giorno”.

Il seme resta ed anche se non viaggia e non impara a parlare pensa che ciò sia meglio di chissadove.

Le mille scuse per non partire alla fine sono interrotte da una gazza che porta via il semino e lo fa cadere chissadove.

Passano i mesi ed il grande albero vede dall’altra parte della collina un giovane albero, subito lo riconosce come il suo semino e lì capisce: al prossimo seme impaurito darà più coraggio.

Un invito ad avere la forza di staccarsi e partire, andare lontano, vicino o…chissadove.

C.Valentini, P. Giordano, Chissadove, Zoolibri

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 15 Trovarsi dove riposano gli organi interni dei Papi

Non scrivo da un po’. In queste settimane ho trascurato parecchio il blog e la pagina ad esso collegata. Sono state settimane molto impegnative per me dal punto di vista personale: basta dire che ho affrontato il temutissimo trasloco. Però sono riuscita anche a leggere ed a buttare giù qualche nuova idea per ripartire alla grande con viaggiatrice da grande.

Per prima cosa un post sulle “101 cose da fare a roma almeno una volta nella vita”. Quando racconto ad amici e conoscenti di questo libro e di come io le abbia fatte tutte tranne una (la chiesa di Santa Susanna è in restauro da anni), tutti mi chiedono quale sia l’esperienza che mi è piaciuta di più o la più strana. Questa fra le 101 cose è sicuramente una delle più particolari…

Chiesa Santi Vincenzo e Anastasio (Roma)

Chiesa Santi Vincenzo e Anastasio (Roma)

Se siete stati a Roma e nei suoi luoghi simbolo, allora sicuramente avrete intravisto questa chiesa, seppur distrattamente e dall’esterno.

L’edificio in questione si trova infatti esattamente difronte la più nota Fontana di Trevi.

All’interno della chiesa, dedicata ai Santi Vincenzo ed Anastasio (due santi orientali),risistemata per volontà del cardinale Mazzarino, in seguito ad autorizzazione papale, sono custoditi gli organi interni di 21 Papi , da Sisto V (1590) a Leone XIII (1903). Un vano nascosto presso l’altare maggiore cela i precordi, tali organi interni, detti bonariamente, dal popolo romano, le frattaje. Da qui l’appellativo dato all’edificio: chiesa delle frattaje o canneto, per le diciotto colonne che ne ornano la facciata datata 1646. Mazzarino vi fece inserire anche il proprio stemma ed il busto di una sua nipote, unicum nell’arte romana di ritratto laico sulla statua di una santa. Anche le due figure a seno nudo sono una novità per le chiese di Roma.

Si tranquillizzino i più suscettibili: le famose reliquie non sono visibili e quindi la visita alla chiesa, inserita nelle 101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita, ha un puro valore ideologico. Difatti l’edificio, pur avendo tanto valore per il popolo ecclesiastico, in realtà svolge la sua funzione di scrigno con discrezione, non avendo opere d’arte di rilievo che attirino i visitatori.

L’interno è stato inoltre molto rimaneggiato nel corso dei secoli in seguito al rifacimento della facciata.

Snobbare la Fontana dirimpettaia e soffermarsi su questa chiesa potrà far godere di un momento di riposo dalla ressa dei turisti che si affannano con selfie e lanci di monetine. E farà ripensare a quando la Fontana di Trevi fu costruita e tutto il Rione lì intorno fu risistemato: quanti e quali personaggi coinvolti nelle opere di edificazione e risistemazione devono essersi soffermati sul sagrato di questa chiesa?

Approfondimenti

Chi sono i personaggi nominati in questo articolo.

Mazzarino: nato in Abruzzo, crebbe a Roma, dove divenne professore di teologia. Nel 1634 fu inviato ad Avignone come vice legato pontificio, divenendo poi nunzio apostolico a Parigi. Fu il cardinale Richelieu ad introdurlo presso la corte di Luigi XIII. Nel 1639 fu ordinato cardinale e dopo un breve soggiorno a Roma tornó in Francia. Nel 1643, alla morte di Luigi XIII, data la minore età di Luigi XIV, Mazzarino assunse l’incarico di reggenza. Fu molto attento nella politica interna e spregiudicato in quella esterna. Morì nel 1661 a Vincennes.

Papa Sisto V: le sue origini in una famiglia umile delle Marche lo portarono ad entrare all’età di 9 anni nell’ordine dei frati minori conventuali. Cresciuto, giunse a Roma come predicatore ed ottenne la stima di San Filippo Nero e Sant’Ignazio di Loyola. Fu inquisitore e docente presso l’Università di Venezia e presso La Sapienza. Cardinale dal 1570, fu eletto Papa nel conclave del 1585. Il suo pontificato si inserisce nel percorso della Controriforma e dell’attuazione dei precetti del Concilio di Trento. Revisionó il collegio Cardinalizio, fece ultimare la costruzione della Cupola di San Pietro (Fontana e Giacomo della Porta); ordinó la costruzione del nuovo palazzo Lateranense. Fece restaurate la colonna Traiana e quella di Antonino e vi fece posizionate al di sopra le statue di San Piegro e San Paolo. Fece costruire un nuovo acquedotto, (acqua Felice), il primo dopo gli acquedotti d’epoca romana. Canonizzó San Diego d’ Alcalà.

Morì di malaria nel 1590 e fu sepolto nella basilica di Santa Maria Maggiore.

Papa Leone XIII: è ricordato come il Papa delle encicliche poiché ne scrisse ben 86. Nato in una famiglia della piccola nobiltà rurale, fu per circa 30 anni arcivescovo di Perugia. Fu eletto Papa nel 1878: il suo pontificato si inserisce in un’epoca di progressiva laicizzazione della società. Ad esempio egli si oppose fermamente alla realizzazione del monumento a Giordano Bruno in campo de’ Fiori. Nonostante ciò si aprì molto al laicato e fu particolarmente attivo dal punto di vista dell’insegnamento.

Amante del latino e di Dante, visse una vita dalle abitudini morigerate. Morì nel 1903 e fu sepolto nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

L’orizzonte ogni giorno un po’ più in là

Un mio nuovo amico, Gabriele, conoscendo la mia passione per i viaggi mi ha regalato questo libro che mi ha tenuto compagnia nell’ultimo mesetto.

Una storia autobiografica: Claudio (l’autore) è ingabbiato nella sua quotidianità finché non sì scuote dal torpore e decide di realizzare il suo più grande sogno: fare il giro del mondo.

Lo farà fra avventure, riflessioni, incontri e difficoltà. Lo farà impiegando 3 anni della sua vita. Lo farà senza mai prendere un aereo.

Un interrogarsi sul senso dell’esistenza e un flusso di coscienza non cronologico fra i vari paesi (a tratti ricorda i miei diari di viaggio).

Ma lui ha viaggiato davvero tanto più di me ed ha visto luoghi che chissà io se vedrò mai. Ci vuole coraggio per essere come lui.

Un altro punto di contatto con il mio vissuto è la dimensione dell’incontro: vedere, trovare l’altro, tessere relazioni, creare legami, avere un “amico” in ogni città del mondo, avere incontri possibili in posti impossibili (es. incontrare casualmente conoscenti in un concerto con 45000 persone presenti).

I suoi sono viaggi che fanno sognare e più di una volta le sue pagine mi hanno fatto emozionare e cadere una lacrima fra le righe: quando parla della morte del padre o quando le sue sensazioni su New York e sul museo dell’immigrazione sembra che le abbia scritte io, per quanto sono simili a ciò che ho provato quando ci sono stata.

Ogni pagina è un inno al coraggio ed alla ricerca della felicità, un invito al cambio di prospettiva. Conosco giusto qualcuno che dovrebbe prendere esempio, ma forse la prima sono proprio io.

Claudio Pelizzeni ha scritto anche un altro libro: “Il silenzio dei miei passi”. Ora lo sta leggendo Gabriele…e chissà che a breve non lo legga anche io e ve ne parli.

Claudio Pelizzeni, L’orizzonte ogni giorno un po’ più in là, Pickwick

Per saperne di più seguite l’autore su https://www.triptherapy.net

Londra: una bellissima scoperta

Per anni, da francofona per passione e amante della Francia e della sua cultura, ho un po’ snobbato Londra. Ma allo stesso tempo cercavo il modo per riservarle una visita con tempi adeguati e non una toccata e fuga nel week end. Ci sono riuscita questa estate ed è stato amore a prima vista.

Londra

Day 0

Torno a volare. Torno a volare da sola, perché anche questa volta chi mi farà compagnia in questi giorni mi aspetta direttamente alla meta, partita da un’altra città. Al solito dormicchio durante il volo e continuo a leggere la guida del luogo.Il ricordo di tanti aeroporti e le macchine automatiche che ci sembrano congegni diabolici. L’aria è frizzantina stasera nel quartiere di Kensington…ma la nostra giornata è stata abbastanza impegnativa e per oggi ci basta aver provato la tube…

Londra

Day 1

L’entusiasmo per le cose semplici: le cabine telefoniche, i taxi neri, gli autobus a 2 piani. Nonostante ci catturino, cerchiamo di resistere ai negozi di souvenirs.

La regina in questi mesi non c’è: a Buckingam Palace svetta la Union Jack, la bandiera inglese. Non c’è nemmeno il cambio della guardia: toccherà vederlo un altro giorno. A Trafalgar Square il colpo d’occhio è tutto per la National Gallery: la sua magnificenza ed eleganza (anche del suo logo) ci colpiscono. Mi aggiro per le sale e girando lo sguardo vedo la Cena in Emmaus di Caravaggio, l’opera che mi ha fatto innamorare della storia dell’arte, quando andavo alle medie. Le sorrido come ad un caro amico. Un gesto d’intesa per dire (a lei ed al “Ragazzo morso da un ramarro”)”aspettatemi, arrivo, sono tutta vostra”. Ed è così: estasi e rapimento.

La storia dell’arte scorre davanti agli occhi e con essa il ricordo di tanti musei europei e non .

Il the delle 17 è anticipato alle 16.

Se hai visto Times Square, Piccadilly Circus ti sembra una bazzecola, ma resta una tappa imprescindibile. Ritrovarsi a Soho, da Liberty a guardare le decorazioni natalizie ed a Carnaby street, in un negozio di scarpe dove il paio più sobrio ha uno dei sette nani al posto del tacco.

Attraversare una parte di Chelsea a piedi per andare a cena dal mio chef del cuore a Battersea e mangiare ostriche…a Londra

LondraLondraCarnaby street londraCarnaby street LondraLondraLondraLondraCezanne National gallery LondraDegas national gallery LondraMonet National gallery Londra Van gogh National gallery Londra Van gogh National gallery Londra National gallery Londra Leonardo National gallery Londra Van eyk National gallery Londra National gallery Londra National gallery Londra National gallery Londra National gallery Londra National gallery Londra National gallery Londra National gallery Londra National gallery Londra National gallery National gallery Londra National Gallery Londra Londra Londra Londra Londra

Day 2

Impazzire nei grandi magazzini Harrods, soprattutto se il vano scala sembra l’interno di una piramide egizia. Passeggiare ad Hyde Park: rinoceronti (finti) e cavalli (veri che si mettono in posa) sui terrazzi delle case.

Non tutti possono vantare un’amica che lavora al Victoria and Albert museum.

Le mostre food e MARY Quant dove ci facciamo emozionare dalle immagini senza subire l’influenza delle sovrastrutture del linguaggio scritto (praticamente non leggiamo le didascalie). I book shop sono tutti di Ilaria, degna erede di Claudia, compreso quello di Dior, mostra che non riusciamo a visitare.

A Covent Garden un cup cake alla ciliegia in compagnia di una torittese, mentre una cantante lirica di esibisce.

Fortnum and Mason mi sembra Tiffany in versione grande magazzino: un verde simile caratterizza i 2 brand.

Chinatown e Leicester Square.

Tentiamo di partire per Howgard come Harry Potter al binario 9 3/4 ma causa coda immensa ci accontentiamo dello store.

La stanza micro, la moquette e le sterline. Way out per uscire e a cena Fish and cips.

Harrods LondraHarrods Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra

Day 3

Potrei trasferirmi a Notting Hill, sappiatelo. Ma non ho ancora deciso se il sabato mi lancerei nella confusione del mercato di Portobello o resterei in casa ad ascoltare una versione live dei Beatles: l’artista di strada che canta “she loves you”. Coordinare i biglietti per Madame Toussaud. Un museo che, scopriamo, piace molto agli indiani. A me è piaciuto ma ho trovato un po’ stravolta la sua idea originale.

Il pic nic a Regent park, a dispetto di ogni previsione, col sole. Esperienze 3D e 4D, Primark e le linee della metro.

Il London Eye sale nella top ten dei miei soggetti da fotografare, soprattutto se la visita si svolge al tramonto. Intanto il Tamigi scorre con la sua forte corrente.

Questa città mi ha conquistata: è viva, stimolante, bellissima. Mi allontana definitivamente dai pregiudizi, primo fra tutti quello su di essa.

Ed ho già voglia di tornarci.

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Day 4

I cambi della guardia sotto il sole. Saint James Park ed io che mi approccio con gli scoiattoli e con tutte le altre specie animali.

Al British Museum capisaldi come la stele di Rosetta e i vasi greci di Exechias. Ma, per quanto l’allestimento meriti, vedere qui i marmi del Partenone mi fa un po’ male…Il sistema di aria condizionata lascia a desiderare.

Ci sediamo sempre più volentieri: la stanchezza accumulata si fa sentire.

Il Big Ben ed il Parlamento sono un tantino in restauro per cui perché non deliziarsi con un concerto d’organo nell’abbazia di Westminster?

Dal sacro al (molto) profano: Camden Town che profuma di trasgressione. E finalmente assaggiare la Pie.

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Day 5

Nel bel mezzo della city, fra grattacieli avveniristici e dalle forme più disparate, sorge la torre di Londra, con tutta la storia e le leggende che la caratterizzano. La mia preferita è quella legata ai suoi corvi: se mai si allontaneranno dal luogo la torre e la monarchia cadranno. I gioielli della corona non possono non affascinare.

Poi attraversiamo the tower bridge e mi rendo conto che adoro i ponti, forse per l’idea di passaggio facilitato, di unione, di possibilità che offrono di essere “dall’altra parte” in poco tempo. E penso che servirebbero più ponti.

Un omaggio a Shakespeare al Globe e poi alla Tate Modern a godere dell’arte contemporanea (non mi arrendo e continuo a provarci) e del panorama dal decimo piano.

Il Millennium Bridge: un altro ponte da attraversare fino a St. Paul, giusto in tempo per l’ingresso free.

La cosa più bella: giocare a nascondino al parco e spingere Diana in altalena.

Diana:”Voglio venire con te in albergo, o in Italia. Ho anche il passaporto e la valigia”.

Io:”Peró non hai il biglietto dell’areo. Ma vieni presto, e potremo giocare con le mie Barbie.

Ne sono gelosissima, ma con lei ci giocherò volentieri, davvero.

Saint Paul Londra Londra Londra Picasso Londra tate modern Degas Londra tate modern Modigliani Londra tAte modern Londra Globe Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra Londra

Day 6

Greenwich: il meridiano numero zero. Un piede di qua ed uno di là: uno ad oriente ed uno ad occidente. “Praticamente siamo alla metà del mondo” ha gridato un bambino esultante accanto a me.

Dalla collina, fra la foschia, la vista sui Dockland e su Canary Warf, la risposta londinese a Manhattan(così dice la mia guida).

Il Cutty Sark è l’ultimo clipper che navigó sulla rotta delle Indie.

“A Londra piove sempre” dicevano tutti. Noi abbiamo sofferto il caldo e l’unica pioggia di questo viaggio è stata quella della tempesta sulla costa inglese che ha fatto partire un po’ in ritardo il mio volo di ritorno. E comunque anche quella pioggia io non l’ho vista.

Greenwich Londra Greenwich Londra Greenwich Londra

Info pratiche

  • Noi abbiamo alloggiato a Kensington: Westbury hotel. Camera piccolina secondo gli standard londinesi, moquette e assenza di aria condizionata. Ma colazione ottima, varia ed abbondante. Buona pulizia della struttura. Posizione ottima, strategica. Vicina a 2 stazioni metro (Earls Court e Gloucester Road)servite da 3 linee della tube.
  • Per muoversi consigliatissimo l’abbonamento Oyster per i giorni utili. Bastano le zone 1/2, i luoghi di interesse sono per la maggior parte li.
  • A Covent Garden: cupcake stories (dolci e the)shake shack(hamburger);
  • A Kensington: “Courtfield” e “Ale e Pie” (pub: fish and cola, pie, birra);
  • A Battersea: Whriter and Brothers (ristorante di pesce).

Londra (giorno 0)

Torno a volare. Torno a volare da sola, perché anche questa volta chi mi farà compagnia in questi giorni mi aspetta direttamente alla meta, partita da un’altra città. Al solito dormicchio durante il volo e continuo a leggere la guida del luogo.Il ricordo di tanti aeroporti e le macchine automatiche che ci sembrano congegni diabolici. L’aria è frizzantina stasera nel quartiere di Kensington…ma la nostra giornata è stata abbastanza impegnativa e per oggi ci basta aver provato la tube…