Londra (giorno 2)

Impazzire nei grandi magazzini Harrods, soprattutto se il vano scala sembra l’interno di una piramide egizia. Passeggiate ad Hyde Park: rinoceronti (finti) e cavalli (veri che si mettono in posa) sui terrazzi delle case.

Non tutti possono vantare un’amica che lavora al Victoria and Albert museum.

Le mostre food e MARY Quant dove ci facciamo emozionare dalle immagini senza subire l’influenza delle sovrastrutture del linguaggio scritto (praticamente non leggiamo le didascalie). I book shop sono tutti di Ilaria, degna erede di Claudia, compreso quello di Dior, mostra che non riusciamo a visitare.

A Covent Garden un cup cake alla ciliegia in compagnia di una torittese, mentre una cantante lirica di esibisce.

Fortnum and Mason mi sembra Tiffany in versione grande magazzino: un verde simile caratterizza i 2 brand.

Chinatown e Leicester Square.

Tentiamo di partire per Howgard come Harry Potter al binario 9 3/4 ma causa coda immensa ci accontentiamo dello store.

La stanza micro, la moquette e le sterline. Way out per uscire e a cena Fish and cips.

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