I bar a Roma

Dopo qualche settimana di silenzio (tanti pensieri e tante cose da fare) eccomi qui con un nuovo libro di cui parlarvi. Me l’ha prestato il mio amico Michele quando gli ho raccontato del mio progetto legato a “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”. Ci ho messo un po’ ma l’ho letto tutto e mi è piaciuto.

Stefano Sgambati, l’autore, li ha provati davvero tutti questi bar. E per ognuno ha un aneddoto, un personaggio da presentare, che mostra il bar in questione, fa conoscere un prodotto specifico (es. il cremolato) o un luogo.

Stefano Sgambati ha un’ironia sottile e divertente e riesce, con la scusa del bar,a parlare della storia, del cinema, della gente, persino del traffico di Roma.

Leggendo il libro decido che si, alcuni di questi bar voglio proprio provarli, non fosse altro che per entrare in alcuni di quelli che ho sempre visto e la cui soglia non ho mai attraversato.

Mi stupisco però di avere già un’esperienza diretta di tanti locali fra quelli citati dall’autore, così come ormai, dopo quasi 5 anni di vita romana, ho aneddoti miei legati a luoghi arcinoti della città.

In realtà mi piacerebbe entrare nei bar di Sgambati per vedere quei luoghi così sapientemente descritti e incontrare quelle persone di cui lui parla e di cui ormai io sono una fan, quasi fossero i personaggi di un romanzo o di un film.

Mi piacerebbe andare da Bibli a Trastevere per bere un caffè (macchiato please) e comprare un libro. Vorrei andare alla casa del Cremolato per assaggiare il Martini fatto dal proprietario che corre a preparartelo anche se è in pensione o al bar Il Cigno, ai Parioli, che ha gli interni disegnati da Luigi Moretti (l’architetto!). Una sosta la farei anche al Palazzetto, che praticamente ha la propria cantina sotto la scala di Trinità dei Monti. Questi solo per citarne alcuni…

E il grande interrogativo “ci saranno ancora tutti? Avranno chiuso?” muore davanti a pagine che sfiorano la poesia come quella in cui l’autore parla dei bar e di Roma di notte.

Dopotutto il bar è sempre un punto di partenza. Con la mia amica Angela R., collega di un corso universitario, una volta chiacchieravamo del nostro ipotetico trasferimento a Roma per questioni sentimentali e del fatto che il bar potesse essere il trampolino di lancio per la nostra esperienza lavorativa.

Angela:-” Carmen ma tu lo sai fare il cappuccino?”

Io:-“No, ma posso sempre imparare”.

Ho imparato. Anche se non ho mai lavorato in un bar.

Almeno fino ad ora.

P.S. Grazie del prestito Mike!

I bar a Roma, Stefano Sgambati, ed. Castelvecchi

2 pensieri su “I bar a Roma

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