Non dirmi che hai paura

Anna mi ha regalato questo libro per il mio compleanno (circa 7 mesi fa). Fra lavoro, viaggi, altri libri in lista d’attesa e altro, non lo avevo ancora letto. Poi in una settimana l’ho divorato.

All’inizio non pensavo di scrivere una recensione sul blog perché, per quanto ne avessi letto la trama, non ne avevo colto il legame intimo con il viaggio.

In realtà il romanzo è tutto incentrato sul Viaggio.

Un viaggio pesante, impegnativo, affatto ludico e divertente ma pur sempre un viaggio.

È quel viaggio di cui ogni abitante dell’Africa ha sempre sentito parlare fin da bambino, quello dei racconti di parenti e amici che hanno attraversato il Sahara e poi il Mediterraneo per raggiungere l’Italia e L’Europa.

È un viaggio indescrivibile, terribile e misterioso.

La giovane atleta SAMIA non avrebbe mai voluto lasciare Mogadiscio e la Somalia ma ad un certo punto, nonostante la sua partecipazione alle Olimpiadi di Pechino, le condizioni di allenamento nella corsa peggiorano e si rende necessario per lei intraprendere il Viaggio. Per correre, per vivere ed inseguire i suoi sogni.

Il Viaggio con una sua rotta diversa dalle altre. Il Viaggio in cui SAMIA impara il silenzio e la preghiera. Il Viaggio in cui niente si fa prima del dovuto…

Il resto è storia. Una storia vera.

Giuseppe Catozzella, Non dirmi che hai paura, Universale Economica Feltrinelli.

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