Copenhagen in 3 giorni

Il riassunto dei miei tre giorni nella capitale danese. Infondo al post alcuni consigli su dove pernottare e dove mangiare.

Giorno 1

Zaino in spalla. Al collo la sciarpa che la mia compagna di avventure mi ha regalato pensando a questo viaggio a Copenhagen.Nella mente le informazioni della guida e i consigli di qualche caro amico. L’alba tinge con i suoi colori il decollo. Questa volta nessun buon proposito per il volo, ho troppo sonno, dormirò. L’eccitazione di arrivare in una nuova città e scoprirla con il naso all’insù è pari solo a quella che si prova prenotando un nuovo viaggio.

Un signore in alta uniforme(con tanto di spada) attraversa la strada. Subito Google viene consultato. È spiccicato al principe Henrik, marito della regina Margherita. Ma non può essere lui, è morto nel febbraio del 2018. Ci resterà sempre il dubbio sull’identità dell’uomo elegante. In che rapporti sarà con i membri della monarchia più antica d’Europa?

La vita qui si paga (cara) in corone danesi. Ma lo spettacolo del Nyhavn è gratuito. Diventa subito uno dei miei posti preferiti, dal momento in cui lo scorgo, inaspettatamente, girando l’angolo.

La passeggiata prosegue fra l’Opera, la chiesa di marmo, il palazzo reale, con tanto di cambio della guardia e proposta (accettata) di cambio camera superiore (free).

Lo shopping su Strøget Amagertorv è rimandato al pomeriggio, così come la Carlsberg è per cena. Ma i turisti sono tutti italiani?

E poi c’è lei…la sirenetta. La sua storia comincia così:

“Lontano, al largo dell’oceano dove è azzurra come il più bello dei fiordalisi e limpida come cristallo, l’acqua è profondissima…”(H.C. Andersen)

Giorno 2

Il sole sorge tardi (e tramonta presto). Mi sveglio con calma sotto il mio bel piumino danese. Il clima è folle: in alcuni momenti si muore dal freddo e in altri posso riporre cappello e guanti. La città è silenziosa: poche automobili e tante biciclette (è infatti la più ecologica d’Europa).

Il paese più a nord che ho visitato (fino ad ora) è un mix di modernità (design e architettura) e favola (un suo cittadino illustre infatti è Andersen).

Se poi hai un “amico” danese conosciuto in un ristorante a Roma ti porterà in giro fra Tivoli, Vesternbro, il Diamante Nero, il municipio…con tanto di giro in macchina nella “piazza della regina”.

Senza tralasciare Christiania, una sorta di stato nello stato, esperimento hippie degli anni ‘70, in cui la legge non entra e c’è una certa libertà di circolazione di merci solitamente poco legali (hanno anche brevettato un tipo di bicicletta).

Non rinunciamo ad una birra artigianale in un club di runners ed ad un smørrenbrød in uno dei posti in cui lo fanno meglio.

È l’Epifania domani in Danimarca? Riuscirà la befana a trovarci qui? Siamo state buone…niente carbone per noi…

Giorno 3

Colazione con vista (e poi anche pranzo).

Ditemi che in città c’è un museo ed io lo visiterò, magari raggiungendolo con una bicicletta presa a noleggio.

Allo Statens Museum for kunst i grandi nomi si sprecano (Munch, Nolde, Matisse, Tiziano, Picasso, Braque, Modigliani…)mentre in autori danesi a me sconosciuti riesco a cogliere le influenze dei più grandi artisti.

Non può mancare un momento di dissacrazione dell’arte contemporanea: ma come fai a non sorridere se l’opera rappresenta una vera e propria camera d’ospedale in 3D?

L’allestimento e la didattica però sono al top: giochi e materiale da disegno a disposizione.

Intanto un cigno cerca a fatica di crearsi un varco nel canale ghiacciato. Alcuni numeri si ripetono. E per prolungare il piacere del viaggio, in aeroporto, non resisto alla tentazione di comprare una scatola di biscotti danesi. Renderanno più dolce il ritorno…

-noi abbiamo soggiornato all’Admiral Hotel: posizione strategica a 5 minuti dal canale del Niavhn; affaccio sul porto proprio difronte all’Opera (4 stelle);

– ottimi churros sul Niahvn: Gelato Rajtissimo;

-colazione da Ermanno sconsigliata: locale carino ma colazione cara e poco assortita;

Niavhn 17 consigliatissimo per colazione, pranzo e cena;

-se volete un’ottima birra artigianale dovete andare da Mikkeller;

– gli smørrenbrød più buoni della città li trovate al mercato di Torvehallerne

(Foto mie e di Domi…avete visto che foto?)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...