New York (day 5)

La città ai nostri piedi dall’alto dell’Empire state building e del Top pf the Rocks. Poi un giro nel Rockfeller Centre (più che altro perdersi…).

Chi ride quando dico che incontro gente che conosco ovunque non ci crederà ma ci sono riuscita anche a NYC: un ragazzo italiano, blogger di viaggi, che seguo da non molto tempo sui social. E ovviamente il tipo della security, sul grattacielo, era di Bari.

Al Moma alto rischio di sindrome di Sthandal davanti alla “notte stellata” e alle “demoiselles d’Avignon”. Ma i book shop dei musei americani quanti sono grandi?

Un salto alla Trump Tower e poi…Colazione da Tiffany.

Giornata caratterizzata da scherzetti con i mezzi ma la frase più detta è stata sicuramente: “ io la odio questa aria condizionata! Fa freddo!”(ed in termini non sempre così pacifici ed educati).

viaggiatricedagrande.wordpress.com

New York (giorno 4)

Colazione decisamente americana con pan cake, mirtilli e succo di mela così da affrontare con il massimo delle energie la città che non dorme mai. La metropolitana è un po’ complicata ma fattibile e può capitarti di incontrarvi chi vende biscotti, chi stira e chi sfreccia in skate.

Il MET è enorme, rispecchia la città che lo ospita: eclettico, enciclopedico. Espone opere famosissime che mai avrei pensato di vedere in vita mia. Mi incanto davanti a Renoir, Caravaggio, Modigliani, Van Gogh ed apprezzo molto la sezione dell’antica America ed Oceania oltre ad una mostra originale che lega riti cattolici e moda.

Poi al Guggenheim a farci girare la testa salendo e discendendo nella sua struttura elicoidale.

Qui è tutto smisurato e scattare foto che comprendano gli edifici per intero è difficilissimo.

Gli indirizzi sono street o avenue preceduti da un numero ordinale ma noi, imitando i nostri amici Italo-americani “abitiamo ad 8 strade”.

Metti insieme 5 baresi (3 da Toritto, 1 da Sannicandro ed 1 da Bitetto) e la serata svolta alla Sex qnd the city, fra Frank Sinatra e Buddy il Boss delle torte.

New York (giorno 3)

Facciamo conoscenza con i famosi outlet americani ed in macchina il sottofondo musicale è quello dei Pooh. Poi uno sguardo allo Skyline della città e il primo incontro con la statua della Libertà da Harbor View 9/11 Memorial Park.

Il pool party è davvero cool in una casa che incarna alla perfezione il sogno americano. Sulla via del ritorno gli scoiattoli, i cervi e i clown nella macchina accanto…

New York (day 2)

“Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa…e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire…Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo…la vedeva…Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e,…si girava verso di noi, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l’aveva fatta lui, l’America. La sera, dopo il lavoro, e le domeniche…prima aveva in mente qualcosa in compensato, poi…gli ha preso un po’ la mano, ha fatto l’America…è il destino quello. Quella è gente che da sempre c’aveva già quell’istante stampato nella vita. E quando erano bambini, tu potevi guardarli negli occhi, e se guardavi bene, già la vedevi, l’America, già lì pronta a scattare, a scivolare giù per nervi e sangue e che ne so io, fino al cervello è da lì alla lingua, fin dentro quel grido AMERICA, c’era già, in quegli occhi, di bambino, tutta l’America. Lì, ad aspettare.” (A.Baricco)

Bayonne: il suo porto e le sue casette a schiera, quelle tipiche americane col patio davanti all’ingresso e le scalette. E poi New York, bandiere a stelle e strisce ovunque. Esco dalla metro e resto senza parole, bastano 10 secondi e la città mi rapisce. Come dice Roger “New York ti colpisce in faccia come un treno”. E io capisco che tutti i racconti fatto dalla gente non riusciranno mai a descrivere the big apple, e probabilmente nemmeno le mie parole ci riusciranno. La città è fotogenica: l’Empire state building, il rockfeller center, Times square, bradway, la 5 avenue, saint patrick. A central park mi siedo all’ombra e prendo appunti per il blog. Intanto dei ragazzi giocano a baseball. Poi all’improvviso la pioggia: rinunciamo a ripararci e camminiamo sotto l’acqua, tanto nella città delle 1000 contraddizioni piove col sole e si passa dall’afa al freddo siberiano dell’aria condizionata. Le chiacchiere scorrono a fiumi fra ricostruzioni di alberi genealogici, racconti del passato, ombrelli regalati e corse della metro gratis. E TERESA si conferma una grande, grandissima amica.

New York (day 1)

Il previsto e l’imprevisto che movimenta il viaggio e la vita e aumenta l’esperienza ed il curriculum del viaggiatore. Però quando sono troppi sono troppi. Lo scalo è una totale disorganizzazione e nell’attesa provo a consolarmi con un bluberry muffin. 10000 controlli e farne uno con i documenti incrociati. E Finalmente il taxi giallo.

Chiedetemi la cosa più assurda e di sicuro oggi mi è capitata. Anche svegliarmi di colpo all’atterraggio e vedere come prima cosa il Manatthan Bridge illuminato…

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 13 Spaventarsi davanti al portone di casa Zuccari in via Gregoriana

Un soleggiato pomeriggio di quelli in cui ti aggiri per la città da sola. A volte mi capita, e li apprezzo molto.

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Superata la scalinata di Piazza di Spagna e giunti su, a Trinità dei Monti, dopo aver ammirato la facciata della chiesa e il suo pallore fresco di restauro, prendete a destra, in via Gregoriana.

Al civico 30 D’annunzio aveva domiciliato andrea Sperelli, protagonista de “Il Piacere”. Oggi lo stesso civico ospita la biblioteca Hertziana. Il portone è incorniciato da un mascherone demoniaco cinquecentesco.

L’idea del suo proprietario era quella di creare una sorta di convitto per artisti ma in realtà l’edificio fu abitato da famiglie benestanti.

Non preoccupatevi comunque: ci si va per spaventarsi ma si resta solo ammirati!

(foto mia)

Vimercate e il Must

Must sta per museo del territorio e se non fosse stato per il master frequentato qualche anno fa, credo che mai avrei visitato questa cittadina (provincia di Monza e Brianza) ed il suo museo.

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Nella pianura Padana e vicinissima a Monza, Milano, Lecco e Bergamo.

La città è di origine romana ed ha avuto un grande sviluppo in età medievale: entrambi i periodi sono documentati da resti archeologici, chiese, castelli (il castello antico è scomparso).

Importantissima la fase longobarda. Monumenti e luoghi d’interesse sono la collegiata di Santo Stefano, il convento di San Francesco, il Santuario della Vergine del Rosario, il ponte di San Rocco, la Villa Sottocasa, esempio di villa di delizia neoclassica, che ospita il Must.

Il museo è composto da 14 sale che espongon o reperti archeologici, opere d’arte, modelli in scala.

Se capitate da quelle parti vi consiglio vivamente di farci un salto.

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(foto mie e dal web)

Padova: la città del Santo

Padova è si la città di Sant’Antonio, ma è per me la città della Cappella degli Scrovegni.

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Se non ci siete mai stati vi assicuro che l’esperienza di visitare la Cappella degli scrovegni è davero da Sindrome di Standhal, anche per chi non è propriamente del mestiere. Gli affreschi di Giotto si offrono alla vista del visitatore solo dopo aver prenotato online e dopo essersi sottoposti ad un momento di “stabilizzazione- purificazione”dagli agenti esterni (un po’ come avviene prima della visita al cenacolo vinciano di Milano). Vi assicuro però che tutte queste operazioni preliminari varranno lo stupore che vi coglierà all’ingresso della cappella (godete appieno della bellezza perchè il tempo di visita è programmato e finisce in fretta).

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Padova è una città d’Epoca romana ricordata in tutto il mondo, dal 1200 in poi, per la Basilica del Santo Taumaturgo, nato a Lisbona ma padovano di adozione. La basilica è stata caratterizzata da 3 momenti costruttivi ben visibili all’esterno realizzato in mattoni rossi. All’interno non perdetevi l’Arca che contiene le spoglie del Santo, la cappella del tesoro, il presbiterio con l’altare progettato da Donatello.

All’esterno uno dei siboli della città: il monumento bronzeo al Gattamelata (Erasmo da Narni).

Altro luogo d’interesse è Prato della Valle, importantissimo nella vita della città romana, medievale e moderna, prima sede del teatro, poi del mercato e delle assemblee.

Non lasciate la città senza aver visitato il Palazzo della Ragione col salone interno e l’ampio loggiato che si affaccia in Piazza delle Erbe.

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Per prenotare la vostra visita alla Cappella degli Scrovegni: http://www.cappelladegliscrovegni.it/index.php/it/

(foto mie vecchie, ma ormai ci siete abituati)

Tutti al mare…a Monopoli

Alcuni si stavano chiedendo (soprattutto qualcuno dall’altra parte del mondo) dove avessi passato il mio week end. Sono stata al mare, fra Cozze (di cui già vi avevo parlato in un altro post) e Monopoli.

Il mare di Monopoli è noto per le sue calette, piccole insenature che creano delle conche di sabbia riparate dai venti da alti speroni di roccia. Esempi sono Porto Rosso, Porto Ghiacciolo, Lido Colonia…

Il centro storico, di origine altomedievale, è circondato da mura e si affaccia sul mare. Sorge su un antico insediamento di origine messapica (V a. C.). La concattedrale è dedicata alla Madonna della Madia, ricostruita nella seconda metà del 1700.

Altri luoghi d’interesse sono la chiesa dei Cappuccini, il convento di San Francesco da Paola, quello di San Domenico, il convento di San Nicola in Pinna e da non perdere una serie di piccole chiese rupestri, oltre al Museo Diocesano.

Il Castello di Santo Stefano per tutto il Medioevo fu parte essenziale della difesa della città, mentre il castello di Carlo V fu edificato sotto la dominazione spagnola.

Nell’agro della città sorgono numerose masserie fortificate e antichi casali.

Fra i miei luoghi preferiti senza dubbio la zona del Porto Vecchio.

(foto mie)

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita: 12 fare shopping in centro

Non si tratta di fare shopping a Roma in generale, anche se in qualsiasi strada dello shopping romano questa attività ha il suo “perchè” (vedi Via cola di Rienzo, via Ottaviano…). Si tratta di spendere i propri averi in via del Corso…

Nato come rettilineo di 1,5 Km per la corsa dei cavalli arabi in occasione del carnevale, oggi ospita negozi di ogni tipo lungo i marciapiedi e in alto antichi palazzi che attualmente sono sedi di musei e uffici.

Ma ricordate: mai andarci di sabato pomeriggio, è il momento in cui i romani si riversano sul corso cittadino che letteralmente straripa di gente.

(foto mia che testimonia l’avventura attività di shopping)