Milano non è Milano

Nel dare il titolo a questo post cito un libro suggeritomi da una delle docenti del master che ho frequentato. Un libro che però non ho ancora avuto modo di leggere…

Prima dell’ottobre del 2013 casualità aveva voluto che io non fossi maia stata a Milano. Dopo quella prima volta però, lo setsso caso (vogliamo chiamarlo così?)ha voluto che io vivessi tanto questa città (causa master sopracitato frequentato alla Cattolica) e me ne innamorassi. Si, per le città ho l’innamoramento facile a volte, ma solo per le città.

Nell’anno di frequentazione del master, complici i miei amici masterini, e in particolare Maria Chiara, la mia romana compagna di avventure milanesi, in città ho visto e fatto di tutto.

Al Cenacolo ad esempio siamo state una volta durante una pausa paranzo, riuscendo così ad evitare le lunghe liste d’attesa e le prenotazione sold out per mesi. Che soddisfazione tornare a lezione senza aver pranzato ma avendo vissuto la totale immersione nell’opera di Leonardo!

A Palazzo Reale abbiamo visto un sacco di mostre; al museo del Novecento ci sono stata 2 volte e l’ultima volta stavo per abbandonarci Maria Chiara. Lei piuù scrupolosa di me analizzava ogni opera. Io ero già fuori (sul mio rapporto con l’arte contemporanea non mi dilungherò).

Sul tetto del Duomo ho fatto  amicizia con i colleghi del master perchè quella è stata la prim a delle nostre innumerevoli uscite didattiche e il primo set delle nostre infinite fotografie di gruppo. Vicino al Duomo c’è Luini, un pugliese emigrato che fa dei panzerotti spettacolari (per trovare il locale seguite la coda che si forma all’esterno). Ok, lì vicino merita una visita anche il Museo dell’Opera del Duomo, scusate ma Luini mi aveva distratta.

E poi gli aperitivi (meglio Ape, o Apericena) all’inizio in locali casuali o suggeriti da amici e conoscenti, poi nei posti che sono diventati del cuore (primo fra tutti il  Venti-20).

Milano è il Castello Sforzesco, il Mudec (Museo delle Culture), piazza San Babila con la sua chiesa; via della Spiga e il quadrilatero della moda. E’ attraversare la Galleria Vittorio Emanuele (anche voi vi confondete con Umberto I di Napoli? Io devo sempre pensarci un attimo prima di essere sicura); è il Teatro alla Scala; è la chicca poco nota della chiesa di San Maurizio.

Milano è le arcinote Pinacoteca di Brera e Pinacoteca Ambrosiana; è il mio amato museo dei Martinitt e delle Stelline.

Milano è passeggiare lungo i navigli e ritrovare resti d’epoca romana alle colonne di San Lorenzo.

Milano è Parco Sempione e l’Arco della Pace; è piazza degli Affari e l’adorata basilica di Sant’Ambrogio.

Milano è corso Venezia e la Galleria d’arte moderna; è la stazione centrale e piazzale Cadorna; è la Triennale; è la Torre Velasca e il Grattacielo Pirelli; è piazza Gae Aulenti.

Milano per me è stata l’expo con Patrizia; il bel tempo ogni volta che sono stata in città (freddo e pioggia pochissime volte); la settimana della moda e il salone del mobile.

Milano per me è tantissimi amici del posto e qualcuno che lì ci si è trasferito. Milano è un ricordo legato a ciascuno dei luoghi citati e raccontati in modo sommario per non dilungarmi troppo.

Milano è Milano! Altro che “Milano non è Milano”…

(Foto mie)

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