Enjoy: l’arte incontra il divertimento (Roma- Chiostro del Bramante)

Nella vita ho alcune certezze. La mia famiglia, gli abbracci degli amici, le orecchiette di nonna, i tramonti sul mare, l’inesistenza delle pause di riflessione…E le mostre allestite al Chiostro del Bramante.

La mostra Love dello scorso anno nella stessa sede mi aveva entusiasmata. Non credevo fosse possibile ma questa mostra mi è piaciuta ancora di più (e parliamo di arte contemporanea! Capite? ARTE CONTEMPORANEA). Sono uscita dal Chiostro davvero felice! La mostra ha raggiunto il suo scopo: far incontrare l’arte ed il divertimento, avvicinare tutti (grandi, piccoli, esperti, ignoranti, ecc.) alla bellezza. Far scoprire che l’arte è bella e ridendo, giocando, emozionandosi con essa la vita può essere più bella.

Fra le 4 audioguide possibili e personalizzate (cavallino/bambino; cool/adolescente; Up/adulto; anziano) io e Antonietta abbiamo scelto l’adolescente e l’adulto e ogni opera l’abbiamo “letta” nelle due versioni. Up, il falso adulto, ha parlato proprio al mio cuore: la voglia di perdersi nelle opere, di non chiedersi sempre il senso delle cose ma di lasciarsi portare, l’interazione e il gioco costante con le creazioni degli artisti.

La struttura stessa del Chiostro è stata in parte modificata per la mostra: il pavimento all’aperto è stato dipinto con l’aiuto degli studenti dell’Accademia di Belle Arti, a fiori dai colori vivaci. Gli stessi fiori che si trovano sulle pareti della scala che porta al piano superiore. E in sottofondo la risata registrata di un amico dell’artista De Diminicis che mi ha contagiata e alla fine ridevo pure io!

All’interno ad accoglierci un mobile di Calder, un acchiappasogni gigante che ci ha portate poi allo zootropio di Collishaw che ripropone un rituale di corteggiamento della natura. E poi Tinguely, i suoi disegni preparatori e le sue macchine stravaganti da azionare spingendo un pedale.

Poi ci siamo avventurate e perse nella serie di camerini labirintici di Erlich, giocando con gli specchi e le tende come fossero delle quinte teatrali. Cambiare stanza è cambiare noi stessi: il rapporto e l’esperienza con l’opera d’arte ci modifica.

Nella stanza successiva una serie di occhi giganti: tu guardi la mostra e la mostra guarda te. E perché non rilassarsi un attimo sull’amaca di Ernesto Neto riflettendo su Cronos e Cairos (tempo dell’uomo e tempo della natura)?

Il prisma meccanico di Fogliati, giocare a fare i poliziotti di N.Y., infilarsi in 2 nello stesso maglione o sedersi sul bancone rovesciato di un bar (Wurm fa diventare lo spettatore co-creatore dell’opera). Il gigantismo di Hans Op De Beek (adoro pronunciare il suo nome).

Esperienze top la stanza di Creed piena di palloncini e la poltrona “Mickey dei sogni” di Studio 65. Una poltrona magica che ti fa tornare bambino, credere nei sogni e lottare per realizzarli.

Mi è piaciuta così tanto questa mostra (non si è capito vero?) che vorrei tornarci, magari portandoci i miei bimbi di scuola.

Davanti all’ultima opera, mentre le nostre sagome scure di stagliano davanti allo schermo della video-arte, la mia audioguida ha risuonato un po’ come l’ “Ite missa est” (la messa è finita andate in pace): divertitevi e portate l’arte nella vostra vita…Enjoy!!!

#enjoychiostro

http://www.chiostrodelbramante.it

(Foto mie!)

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