Laudato si’…per Assisi

San Francesco, poco prima di morire, scendendo da Assisi verso Santa Maria degli Angeli, a metà strada si volse  verso la sua città e la benedisse: “Benedetta sii tu da Dio, città santa, imperocchè per te molte anime si salveranno e in te molti servi di Dio abiteranno e di te molti saranno eletti al reame della vita eterna”. Ci sono tornata lo scorso week end ed ho trovato una situazione surreale: Assisi praticamente deserta come non l’avevo mai vista.

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È passato un mese dal mio ultimo viaggio. Un mese particolare: ricco, impegnativo, emotivamente pieno…
Oggi una gita. Vado in Umbria. Sulle spalle ormai il solito zaino, ma il portachiavi che ci avevo attaccato l’ho perso nello scorso viaggio (forse un segno).
“Tutta mia la città” quando esco di casa. Non ascolto le voci per cui l’accoppiata “luogo religioso + presenza dei miei genitori” non sia una buona idea (che amiche simpatiche), prendo il treno e vado.
Mi piace il treno. Guardo fuori dal finestrino e con il paesaggio fluiscono i pensieri. Un albero, un pensiero, una nuvola, un pensiero, un ruscello, un pensiero…
La meta oggi è Assisi. L’appuntamento è davanti alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Alla Porziuncola mi fermo un po’, poi un passaggio in autobus verso la cittadina del poverello. Un caro saluto a Francesco ed a Chiara. È bello tornare. Ammirare gli affreschi di
Giotto e spiegarli ai miei ed ad Antonietta che questa volta ha incontrato lei degli amici. Troppi souvenir in giro. Io con la mia borsa dalla Puglia su e giù per le stradine irte del borgo medievale.
La celebrazione comunitaria e davvero è “dolce sentire”…

P.S. Da non perdere Santa Maria degli Angeli, la Basilica di San Francesco (inferiore e superiore), Santa Chiara, San Rufino, Santa Maria Maggiore, l’ abbazia di San Pietro, la Rocca Maggiore, l’Eremo delle Carceri, San Damiano, passeggiare fra i vicoli e vivere il senso di “pace e bene” che vi si respira.

 

Assissi: la Basilica di San Francesco

Esempio di gotico, è famosa in tutto il mondo. Composta da una basilica superiore ed una inferiore.

La basilica inferiore è ad una sola navata divisa in 4 campate da archi a tutto sesto. Sulle pareti la celebre crocifissione realizzata da Giotto, la Maestà di Cimabue e il famoso ritratto del poverello realizzato seguendo le indicazioni del suo primo biografo (Tommaso da Celano). Nel transetto secene della vita di Cristo realizzate probabilmente dalla bottega giottesca. Di Simone Martini sono invece gli affreschi nella cappella di San Martino.

Sotto l’altare maggiore della basilica inferiore è deposto il corpo di San Francesco.

La basilica superiore all’esterno è semplicissima, priva di decorazioni e con elementi architettonici ridotti all’osso in conformità con lo spirito del francescanesimo. La fascia centrale è dominata da un rosone mentre in basso campegia il portale leggermente strombato. l’interno è il tripudio degli affreschi di Giotto: sulla volta troviamo i dottori della Chiesa; sulle pareti le 28 scene con immagini della vita di San Francesco. Molto note sono le scene del dono del mantello al povero, la rinuncia ai beni paterni, il presepe  di Greccio, la predica agli uccelli. Altri affreschi sono invece attribuiti a Cimabue: nel transetto e nell’abside. Queste decorazioni hanno subito nei secoli l’alterazione dei colori per cui ora appaiono come dei giganteschi negativi fotografici. Di rilievo anche le vetrate ed il coro ligneo.

Assisi: il centro abitato

Il Medioevo regna sovrano ed il tempo sembra essersi fermato con case e viette arroccate sulle pendici del monte. Tutto il centro cittadino è protetto dalle mura, lunghe circa 5 km, più volte distrutte e ricostruite.

Assisi: la Cattedrale di San Rufino

Dedicata al martire Rufino ebbe un adiscontinuità di costruzione evidente nelle varie “fasce” di cui si compone la facciata: la zona inferiore è del XII secolo mentre quella superiore è posteriore di un secolo. L’interno, rifatto nel 1567 è diviso, da massicci pilastri, in tre navate. Il fonte battesimale conservato nella navata destra è quello dove, secondo la tradizione, furono battezzati San Francesco, Santa Chiara e Federico II (il mio amato).

Assisi: la Basilica di Santa Chiara

Artisticamente lo stile di riferimento è il gotico, sul modello della basilica superiore di San Francesco: anche la sua facciata è suddivisa in tre parti. L’interno è ad unica navata con volta a crociera ed inizialmente era tutta affrescata (gli affreschi furono poi rimossi nel 1600). Nella cripta, costruita nel 1800 in falso stile gotico, sono conservati i resti mortali della Santa. Oggi la basilica conserva l’originale crocifisso di San Damiano.

Assisi: Santa Maria degli Angeli e la Porziuncola

A circa 4 km dal centro storico: qui Francesco ottenne il perdono di Assisi e vi morì. Nel 1500 la piccola chiesetta della Porziuncola fu inglobata e protetta nella grande basilica classicheggiante che svetta sulla piazza ed è visibile anche da lontano (è infatti una delle basiliche più grandi al mondo). L’interno è a 3 navate con 12 cappelle laterali. Vi è anche la cappella del transito, quella che era l’infermeria del primitivo convento e dove il Santo morì facendosi deporre sulla nuda terra. Accanto c’è il museo ed il roseto che ricorda il miracolo delle rose senza spine di San Francesco.

Assisi: San Damiano

La strada per raggiungere questa piccola chiesa è ripida ma la discesa e la relativa salita valgono lo stupore ed il raccoglimento del luogo. Qui si trovava il famoso Crocifisso di san Damiano che parlò a Francesco e gli chiese di restaurare questo tempio. Oggi in questa chiesa è custodita una copia di quel crocifisso mentre l’originale è nella chiesa di Santa Chiara. Questa piccola chiesa fu punto di riferimento importante sia per san Francesco che per Santa Chiara a cui il santo la “donò” quando lei scelse di seguire la via religiosa. Qui Chiara visse per 42 anni e qui morì l’11 agosto del 1253. Qui Francesco compose, attorno al 1225, il Cantico delle Creature. Oggi vi è una piccola comunità di Frati Minori ed è sede del noviziato. Se volete respirare la vera pace di Assisi affrontate la strada che separa questo luogo dal centro abitato e fermatevi a chiacchierare sul sagrato con il frate di turno all’apertura della chiesa. Solitamente sono visitabili, oltre alla chiesa, il chiostro, il coretto, il refettorio, l’oratorio, il giardino ed il dormitorio.

Assisi: dove mangiare

Ad Assisi state ben certi che si mangia bene ovunque! Noi ci siamo fidati di un’amica conosciuta sul posto che, da 61 anni va a mangiare alla Trattoria Pallotta (con annesso hotel). Siamo proprio nella piazza del Comune, leggermente “appartati” sotto l’arco pinto.Un menù ricco e con piatti della tradizione umbra. Gentilezza e cordialità del personale (ci hanno anche sostituito una mascherina senza che gliel’avessimo chiesta, solo perchè si sono accorti che ci era caduta). Noi abbiamo optato per Torta al testo, strangozzi carciofi e tartufo e gnocchi al ragù bianco di vitello. Il tutto bagnato da un buon Assisi rosso del 2018.

Strangozzi e gnocchi UmbriaTorta al testo

(Foto mie, dei miei, di Anto e di Pietro)

2 pensieri su “Laudato si’…per Assisi

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