La Germania ed io

Da quando ho memoria il primo stato estero che ho conosciuto, la prima idea di distanza, lontananza, assenza, mi è stata trasmessa da questa parola: Germania. Non avevo idea di dove fosse ma sapevo che doveva essere un posto bellissimo perché quando non erano con me i miei nonni vivevano lì, e quando tornavano da me erano sempre felici e pieni di regali. I miei cari nonni emigranti.

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Colonia

La Germania è stato anche il mio primo viaggio all’estero, proprio per andare a trovare i nonni a Konstanz (Costanza), sul lago, al confine con la Svizzera. Ci sono stata diverse volte e ricordo benissimo il verde della città, il lago, le sculture teutoniche in pietra installate negli anni novanta in giro per la città.

Nel 2005 sono tornata in Germania in occasione della GmG (Giornata Mondiale della Gioventù) e ci ho trascorso una decina di giorni visitandola un po’. Sono stata a Bonn, a Ulm, a Colonia e in centri minori come Memmingen e Mekeneim.

Bonn è la città famosa per aver dato i natali a Beethoven e perché fra il 1949 ed il 1991 è stata la capitale, spodestata dopo la caduta del muro di Berlino. Che bella la piazza del mercato, contaminazione fra architettura contemporanea e moderna! E il Reno scorre nella città…

A Ulm sono salita sulla torre campanaria più alta del mondo (151 m). A piedi! Che fatica. A Ulm è nato Einstein …

E quindi Colonia, con la sua cattedrale gotica con le due torri in facciata, in cui, secondo al tradizione riposano le spoglie dei re Magi. Iniziata nel 1248 e finalmente terminata solo nel 1880 seguendo il progetto gotico originale.

Quante caramelle gommose ho mangiato in Germania, wurstel, patate, bretzel…

E la scorsa estate ci sono finalmente tornata: 5 meravigliosi giorni a Berlino.

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Konstanz

(Foto dal web, meglio non ledere la reputazione di amici, ex amici e parenti con le foto d’epoca)

PhEst 2017

Sabato, pranzo fuori con Clara e Raffaella. Entriamo in un locale in centro, vicino casa mia, dove andiamo spesso. E sul bancone fa bella mostra di sé una rivista: The Trip- Puglie. Io e Raffy, da brave pugliesi ne agguantiamo subito una copia a testa.

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È un numero speciale questo, risultato di un progetto ideato da The Trip Agencyil contest “Scatta in Puglia” a cui hanno partecipato circa 300 fotografi. Ne sono stati premiati 10 le cui foto sono in mostra al PhEst. Sulla rivista, oltre a loro si è dato spazio anche ad altri fotografi che hanno partecipato al contest.

Il Festival, promosso dalla Regione Puglia e patrocinato dal comune di Monopoli è alla sua seconda edizione ed ha come tema l’ulivo (lo scorso anno si è voluto parlare di pescatori).

Lungo le pagine scorrono immagini bellissime e parole altrettanto evocative tratte da libri sulla Puglia che cercherò e leggerò…

 

Festa internazionale della fotografia Monopoli 7/9-29/10 2017

Toritto: piccolo grande amore

Anche se “nessuno è profeta in patria”  ed è difficilissimo trovare le parole giuste quando si ama tanto qualcuno o qualcosa, proverò comunque a raccontare del mio “piccolo mondo antico”.

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Chiesa Matrice dedicata a San Nicola

 

Toritto è il mio paese. Un paio di settimane fa  a Toritto è stata festa. Ed io non ci sono stata,non per mia volontà ma per lavoro. Ed ho dovuto elaborare questo lutto prima di poter scrivere questo post 8in realtà stavo aspettando che mi inviassero le fotografie ma la frase dell’elaborazione del lutto fa più scena).

È la prima festa patronale che salto, il primo anno che non ho visto i fuochi d’artificio o la processione di San Rocco e della Madonna delle Grazie sul carro trionfale. Perché si, da tradizione il giorno della festa i “tiratori” trascinano il carro per tutto il paese a forza di braccia e puntellandosi sulle gambe. Uno spettacolo imperdibile, soprattutto in alcuni punti dove l’impresa diventa più ardua per la ripida salita o perché la strada si restringe. Bello anche il momento in cui in una delle 2 piazze del paese il sindaco o chi per lui fanno dono ai Santi Patroni delle chiavi della “Città”.

 

Due parole su ‘sta storia delle 2 piazze: in teoria ce l’avrebbero un nome proprio (Piazza Vittorio Emanuele e Piazza Aldo Moro e vi assicuro che uno dei due non me lo ricordavo)ma comunemente ed affettuosamente sono conosciute e dette da tutti Piazza Nuova e Piazza Vecchia in base, non è difficile capirlo, alla loro data di nascita.

Ma torniamo alla festa. A dirla tutta non è la prima che ho saltato quest’anno perché aihmè non ho partecipato  nemmeno alla festa di Quasano (ora sicuramente mi toglieranno la cittadinanza).

Quasano è una frazione di Toritto, una ridente borgata distante circa 10 km dal paese, a ridosso del parco dell’Alta Murgia. Ogni anno all’inizio dell’estate si svolge questa festa rurale caratterizzata da carri devozionali realizzati in fiori di carta. Questi carri sfilano in processione per il paese il sabato sera per poi spostare la festa a Quasano a partire dal mattino della domenica.

Ed io non c’ero, ero a Roma. E  con me c’era un amico compaesano che ho visto in quei giorni e che mi ha preso tanto in giro per la mia vena nostalgica causata dalla festa mancata , mentre lui non si rammaricava più di tanto (attento eh! Adesso la tolgono anche  a te la cittadinanza!).

Se mi perdo anche la Notte dei fornai mi scomunicano di sicuro! E’ questa la notte che prepara il paese all’arrivo del Natale. La sera del 23 dicembre un gruppo di musicanti a suon di fisarmonica e  chitarra allieta le vie del paese cantando canti della tradizione popolare inneggianti al Natale ed a Gesù Bambino. E ovunque risuona il noto grido “C ten farein ca tembr…” (chi ha farina che impasti).

Toritto, la mia Toritto è il paese della mandorla (Filippo Cea, Presidio Slow Food), del castello, della Chiesa Madre (San Nicola), della torre dell’orologio, della neviera, della grotta San Martino, della cervellata(un tipo di salsiccia fatta con carne tritata, il cervello non centra nulla), di tutti quei luoghi e quelle tradizioni a cui sono legata in modo viscerale e che citerei qui mattone per mattone, cibo per cibo e canto per canto.

E qualcuno dovrà continuare ancora a lungo a dirmi che devo tagliare il cordone…non credo l’ascolterò…

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Portale della Chiesa della Madonna della Stella

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Il Corso addobbato a festa con le luminarie

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Piazza antistante la chiesa della Madonna delle Grazie con le mandorle stese al sole ad asciugare

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Chiesa della Madonna del  Carmine e Monumento all’Emigrante

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Particolare del Portale della Chiesa della Madonna del Carmine

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La Neviera

P.S. se volete conoscere meglio Toritto seguite anche il Lupo e la Rondine, il blog della mia amica Angela che  ha pubblicato dei post molto interessanti.

(le foto tanto attese che fanno da corredo a questo post sono state scattate appositamente per me dal mio carissimo amico Francesco G. (l’iniziale del cognome è d’obbligo perchè ho tanti amici con questo nome)E’ stato bravissimo vero?

 

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2017

23 e 24 settembre Giornate Europee del Patrimonio. queste le manifestazion ia Roma. E nel resto dell’Italia? Voi che farete?

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Tornano le Giornate Europee del Patrimonio: evento da non perdere il 23 e il 24 settembre 2017.

Ogni anno il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo promuove le Giornate Europee del Patrimonio (GEP) in Italia.

All’ iniziativa, aderiscono   moltissimi luoghi della cultura non statali tra musei civici, comuni, gallerie, fondazioni e associazioni private, costruendo un’offerta culturale estremamente variegata, con un calendario che spesso arriva a sfiorare i mille eventi.

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Uno straordinario racconto corale che rende bene l’idea della ricchezza e della dimensione “diffusa” del Patrimonio culturale nazionale: da quello più noto dei grandi musei alle meno conosciute eccellenze che quasi ogni paese può vantare e deve valorizzare.

 Dopo il successo delle passate edizioni con un elevato numero di eventi dedicati e una partecipazione di pubblico superiore alle aspettative, le GEP tornano in tutta Italia il 23 e 24 settembre 2017.

Il tema scelto…

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1 mese di blog

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Solo un mese ma sembra passata una vita.

Quante cose scritte, vissute o ricordate. Libri letti o riletti. Gente conosciuta, blog seguiti. Impegno e ricerca.

Un mese. 43 fallower. 278 persone che seguono la pagina facebook. Post condivisi dalla Casa editrice Babalibri e dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. La menzione per il Blogger recognition award.

Insomma, direi che come primo mese non è andato poi tanto male…E sono grata ad ognuno di voi perchè avete creduto in me e mi supportate ogni giorno.

Ma possiamo fare molto meglio…insieme!

Il viaggio continua…

Blogger recognition award. Io? Ancora non ci credo…

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Cos’è il Blogger recognition award?

Questo riconoscimento nasce sui social e ha il fine di promuovere i blog e il lavoro di chi ogni giorno si impegna a diffondere la propria esperienza di vita o conoscenze scrivendo online.Il Blogger recognition award segue delle regole precise:

Ringraziare il blogger che vi ha nominato e inserire il link al suo blog

Scrivere un post per mostrare il proprio premio di riconoscimento

Raccontare brevemente la nascita del proprio blog

Dare dei consigli ai nuovi blogger

Nominare altri 15 blogger ai quali si vuole passare questo premio di riconoscimento

Commentare sul blog di chi vi ha nominato e fornirgli il link al tuo articolo (anche sulla pagina FB)

Ringraziamenti

A momenti mi prendeva un colpo quando ho letto che Anna di Pananna blog di viaggi aveva nominato anche me, il mio piccolo e giovane blog. Era un riconoscimento che non conoscevo e che mai avrei pensato di ricevere. Una piccola  grande soddisfazione per cui le sarò sempre grata!

Come ho iniziato il mio blog

Come ho gia scritto altrove il blog è nato (nemmeno un mese fa) quando ho deciso di dare ascolto a chi mi diceva di scrivere e mettere nero su bianco i miei viaggi, le gite, le avventure. Era cominciato infatti tutto dal pubblicare su Facebbok delle fotografie con aqualche riga, una sorta di diario di viaggio. Ed oggi eccomi qua.

Consigli

Mi sembra strano che io debba dare consigli, mi sento tanto inesperta. Ciò che posso dirvi è:

  1. Non abbiate aspettative: non scrivete per  diventare travelblogger affermate ma per il piacere di scrivere, di condividere, di fare nuove amicizie e scambiare opinioni.
  2. Siate seri ma allo stesso tempo divertitevi: dedicate tempo ed amore ai vostri post ma con leggerezza, senza troppi calcoli e statistiche…

Le mie nomination:

Anche io, come chi ha nominato me, spero di avervi fatto una gradita sorpresa!

Carmen

 

101 cose da fare a Roma almeno un avolta nella vita -4 conoscere le storie del fiume e della sua isola-

Il fiume è al tempo stesso protagonista e scenografia della città. È l’effetto speciale, è la colonna sonora. È il regista e lo sceneggiatore…C’è e non si può ignorare la sua presenza.

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Uno dei posti che preferisco è l’isola Tiberina. Scendere dal ponte giù, proprio sul lungotevere, sull’isola e passeggiare, o sedermi infondo, sulla spianata di cemento. Lo trovo un posto speciale, quasi magico. A volte mi ci sono seduta sola, a guardare il fiume e a pensare. Altre volte ci sono andata in compagnia a chiacchierare.

Allo stesso tempo adoro l’estate sul lungotevere, i locali che aprono sedi estive sulla banchina mi mettono allegria e cerco di dirottare le uscite tra amici sempre lì (quindi se non volete incontrarmi non ci venite!).

Sto imparando a conoscere i nomi dei ponti, ma sono tanti e diventa più complicato se Maria Laura mina le mie sicurezze affermando con certezza che Ponte Sisto si chiami il ponte di “Giorgia” perché la cantante vi ha girato il videoclip di una delle sue canzoni (cosa che io non sapevo…). Ma ce la posso fare.

Qualche storia sul Tevere la conosco. Quella che più mi piace è la leggenda dei serpenti di Esculapio (il dio della medicina). Alcuni sapienti, che cercavano una soluzione per una epidemia di peste, tornavano a Roma portando dei serpenti sacri ad Esculapio. Uno dei rettili fuggì e si rifugiò fra la vegetazione dell’isola, consacrandola per sempre alla medicina. Vi fu eretto un tempio per il dio e successivamente l’ospedale che ancora oggi la domina.

Bello e sbruffone il biondo Tevere.

Mi piace la citazione di Cornacchia, fiumarolo e poeta:

-Ricordate che er fiume vede e sente

E l’urtima parola è sempre sua

Se dici li mortacci sotta ar ponte

Subito l’eco t’arisponne “li tua aaaaa”

Pure se l’aribatti dentro ar sonno

Lui t’aripete sempre “ e de tu nonnooooo”!-

(foto mia di qualche tempo fa…)

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita -3 passare un pomeriggio alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (e contemporanea)-

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E’ strano come a volte i luoghi più noti non ci parlino più solo di arte o storia ma di noi, di pezzi della nostra vita lì vissuti. Mi capita girando per Roma con gli amici non descrivere più solo le bellezze storico-artistiche ma raccontare gli aneddoti che mi sono accaduti in giro per la città. Tipo quando Luigi ha forato davanti al Colosseo, di sabato sera, ed io ero tutta in tiro mentre lui cambiava la gomma. O quando sono stata in via di San Saba, una sera d’inverno, con Maria Laura, alla ricerca di Salvatore.

Questo museo è uno di quei posti. Per me indissolubilmente legato alla mia amica Maria Chiara per sue varie collaborazioni e per lo stage del nostro master che lei ha svolto lì. Penso alla Galleria e penso a lei.

Del museo ho in mente la collezione d’arte dell’Ottocento e del Novecento ma non riesco a ricordare il momento della visita (con chi ero? Quando?), come fosse una cosa accaduta fuori dal tempo e dallo spazio.

Ricordo Fattori, De Nittis, Monet, Cezanne, Degas, Mimmo Rotella, Fontana…

E ricordando mi viene voglia di tornarci, anche perché dopo il nuovo riallestimento  non ci sono più stata.

Chi viene con me?

(foto mia…d’epoca!)

Roma: Batticuori di Jezek

-Anto andiamo ad una mostra oggi pomeriggio?- E Antonietta ancora una volta si fida di me.-Ok!Allora ci vediamo alle 15.30 ! A dopo!-La mostra in questione è Batticuori di Jezek (fino al 24 settembre), che ho già nominato parlando della mostra su Hollywood a Palazzo delle Esposizioni (infatti è nello spazio Fontana dello stesso palazzo).

138 disegni realizzati dall’artista per la rubrica d “Questioni di cuore” di Natalia Aspesi sul Venerdì di Repubblica. 138 tavole quadrate che contengono alla perfezione la forma arrotondata del cuore. Le opere sono suddivise per temi: classicità, sanità, dominio di Eros, Venere. Nessun cuore ha un contorno ma emerge dallo sfondo che ne definisce la forma (molto belli quelli con sfondo blu o azzurro). Tutti cuori sono realizzati su cartone pressato grigio.

Jezek, di padre cecoslovacco e madre romana è artista a tutto-tondo: vignettista, scultore, grafico, fumettista, pittore, video maker…

Il cuore, metafora visiva dell’amore, è sempre lo stesso,  ma ogni volta si presenta sotto forme diverse. Interessantissimo e fra i miei preferiti il Colosseo come cuore, o il cuore-labirinto (l’ho anche usato come stato di whatsup) o anche il cuore-aereo.

Insomma, una mostra fatta (e vissuta)…col cuore!

Ah dimenticavo…ingresso gratuito!

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(Foto mie e della solita Antonietta che ha confessato adora che la citi come “fotografa”)