Solo bagaglio a mano

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Per il mio compleanno due cari amici hanno scelto per me due testi sul “viaggio” in senso ampio.

Uno dei due è questo libro bellissimo di Gabriele Romagnoli (edito da Feltrinelli) che ho letteralmente divorato, leggendolo in pochissime ore. Perfetto per i miei primi giorni di vacanza (ormai lontani visto che le vacanze stanno finendo) ed in vista del mio viaggio importante del 2017 ( Cuba 2017).

Una metafora della vita paragonata ad un viaggio in cui non serve portarsi dietro troppe zavorre ma basta avere con se solo il bagaglio a mano. Una vita in cui bisogna avvicinarsi al nocciolo ed all’essenziale, avendo con sè, lungo il cammino, solo le persone e le cose che contano. E allo stesso tempo un paragone fra noi e la valigia, quanto a versatilità, leggerezza, capienza, capacità di “riporsi”.

Tutto il libro nasce dalle riflessioni scaturite alla mente ed al cuore dell’autore durante un viaggio speciale ed una esperienza altrettanto singolare(che non starò qui a svelare). Il tutto trattando argomenti importanti e profondi con parole e toni giusti ma “leggeri”.

E’ necessario scegliere, “nel bagaglio a mano due o più vite non ci stanno” quindi niente “vite di scorta”, niente peso di ciò che non è stato e non sarà… Tanti i riferimenti anche al modo di leggere il passato ed il futuro, uno per tutti: “il futuro è una valigia da aprire accettando ogni possibile contenuto”. Gli altri lascio che li scopriate voi…

Ah, ne avevo già parlato ad una mia amica durante una cena e lei mi ha scritto ieri dicendo che l’avevo troppo incuriosita e l’ha comprato. Sta piacendo anche  a lei!

5 pensieri su “Solo bagaglio a mano

  1. Nicla Scarongella ha detto:

    Bel libro!
    letto tra Italia e Irlanda, forse mi ha aiutato a preparare le valigie per un’esperienza annuale appena conclusa, proprio nella verde isola;)
    Eh sì, è da un po’ che le mie valige sono sempre essenziali, forse poco femminili, ma quando viaggi sola è anche meglio partire leggeri!
    “se ti sposti sarai più difficile da abbattere. Se resti nella stessa casella, stesso quartiere, lavoro, gruppo familiare, quel gran tiratore che è il destino avrà più agio nel prendere la mira”, che uno ci creda o no al destino, aggiungerei io e ancora: “Che cosa possiamo eliminare?Per cominciare, le certezze Quelle più definitive e solide, quindi le più pesanti”.
    “Un libro per sopravvivere alle mutazioni in corso” ha definito Carlo Verdelli.. bè ci sta!
    Viaggiare per fuggire o per vivere?
    Io me lo sto ancora chiedendo;)
    Grazie Carmen

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